Maranello, rifiuti con metalli nel Tiepido: area isolata
Maranello. L’Arpa certifica la contaminazione e il Comune ora vieta coltivazione e raccolta di ortaggi sino a quando non partiranno e si concluderanno le operazioni di bonifica. "Quella stessa area è stata bonificata dai rifiuti ceramici e tossici e i lavori sono finiti nel 2001 - dice Matteo Cursio (5 Stelle) - ma i rifiuti trovati sono anche di 40 anni fa: che è successo?"
MARANELLO. Un’ordinanza pubblicata pochi giorni prima di Natale dopo le rassicurazioni date a novembre. È quella che certifica i problemi di inquinamento in un’area a ridosso del torrente Tiepido tra Maranello e Colombaro. Una zona che da alcuni mesi scalda gli animi anche del consiglio comunale, ma che adesso finisce per essere un problema ambientale da risolvere in fretta.
Perché, come aveva certificato già a suo tempo Arpa, gli scarti sono rifiuti solidi urbani, ma le analisi dell’Agenzia hanno certificato anche la presenza di metalli. «Gli esiti analitici nei suoli - si legge nell’ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Morini - confermano le rilevazioni visive di campo, ovvero il trattarsi di rifiuti urbani, per l’assenza di sostanze riconducibili all’uso industriale; tuttavia si assiste ad un limitato arricchimento della componente di metalli pesanti (in particolare cadmio, mercurio, piombo e zinco) nei suoli a contatto con il corpo dei rifiuti, se confrontati con i limiti di area verde».
Ecco allora che saranno tre le direttrici su cui il Comune ha deciso di muoversi: intanto l’area dovrà essere recintata “per esigenze di urgenza di tutela della salute pubblica”; in secondo luogo la donna che gestisce quell’appezzamento di terra non potrà utilizzare il terreno e le viene imposto di non coltivarlo, di non utilizzarlo come pascolo e neppure di raccogliere “materiale vegetale”, detto in modo più volgare: stop agli orti e alla raccolta di ortaggi. In ultima analisi è imposto alla gestrice il ripristino integrale dei luoghi: dovrà quindi bonificare una sponda del torrente dai rifiuti ricoperti nel tempo da uno strato di terra.
Ma perché le analisi prima e l’ordinanza poi tendono a precisare che non vi siano rifiuti industriali? La risposta la si trova nell’analisi fatta dal Movimento 5 Stelle.
«Ci hanno detto si tratta di rifiuti solidi urbani e che non esistevano bonifiche precedenti in quelle aree. Quando abbiamo scoperto che proprio nelle medesime aree, dai documenti acquisiti, è emersa una bonifica di rifiuti speciali pericolosi, completata nel 2001, hanno provato a dirci che le aree non erano quelle - denunciava a novembre il capogruppo Matteo Cursio - Leggendo il rapporto preliminare Arpa dove dichiara che l’interramento dei rifiuti presenti oggi in quell’area sarebbe stato effettuato tra gli anni ’60 e gli anni ’70, è chiaro che qualcosa davvero non quadra: il terreno risulta bonificato da rifiuti ceramici nel 2001 (si riferisce alla bonifica di “Rifiuti speciali e tossici di origine ceramica”, ndr), ma al momento contaminato da rifiuti urbani interrati nel 1970, cosa è realmente successo?».
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