Gazzetta di Modena

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Sgp e il Comune schivano la bancarotta

di Gabriele Bassanetti
Sgp e il Comune schivano la bancarotta

Il tribunale omologa il concordato preventivo della multiutility che adesso dovrà pagare i creditori entro cinque anni

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Stavolta il regalo di Natale per la città di Sassuolo arriva davvero ed è l’omologa del Concordato in continuità per Sassuolo gestioni patrimoniali, reso definitivo dal Tribunale con qualche giorno di anticipo rispetto alle previsioni.

«È la parola fine - commenta l’amministrazione comunale - ad un lunghissimo percorso volto a mettere in sicurezza la società, e con essa la città di Sassuolo, oltre naturalmente a garantire i creditori».

Col decreto d’omologa è stata nominata l’avvocato Sandra Vecchi del foro di Modena quale liquidatore giudiziale: spetterà al legale seguire il rimborso dei creditori. Tanto per capire che l’omologa del concordato non è qualcosa di formale ma di sostanziale per la città di Sassuolo, basterà ricordare che la messa in mora della società e il suo fallimento con i precedenti 17 milioni di debiti esigibili a breve termine (tra cui anche bancari pronta cassa) avrebbe comportato l’obbligo per il socio unico, e cioè il Comune di Sassuolo, di rifondere i creditori. Di conseguenza l’imponente piano di salvataggio di Sgp avrebbe comportato, di contro, il dissesto del Comune e quindi si sarebbe materializzato il commissariamento dell’amministrazione comunale.

Invece il concordato approvato in questi giorni non solo accorda a Sgp la possibilità di rifondere i debiti in cinque anni; ma con la modifica apportata negli ultimi mesi - che ha dato la possibilità ai creditori di ottenere il rimborso entro il 2016, accettando di ricevere solo il 70 per cento del dovuto - alleggerirà in un solo anno di 5 milioni circa il debito a breve termine della società.

Il resto dell’impianto prevede un apporto di capitale annuale da parte del Comune di Sassuolo a Sgp, a copertura delle cifre da pagare e in cambio di servizi forniti alla città, dai lavori pubblici e manutenzioni fino al recupero crediti e alla gestione del catasto comunale (e prossimamente, pare, anche delle case popolari al posto di Acer).

Il percorso avviato due anni fa, invece della più volte ventilata chiusura della società, è del tutto inedito. Mai prima in Italia infatti era stato pensato un concordato per una società patrimoniale comunale, soggetto ibrido con le caratteristiche di una azienda privata ma legato a doppio filo all’ente pubblico. Venne proposto per la prima volta a fine 2013, tra le perplessità generali. La prima sorpresa fu la disponibilità del Tribunale di Modena ad analizzare questa possibilità, che ha creato un precedente nazionale. Non è stato facile arrivare in fondo a questa strada, per tentativi, correttivi in corsa e inciampi non da poco come un’indagine della Guardia di finanza per presunto falso in bilancio, due indagini della Corte dei conti (la seconda su recente esposto del Movimento 5 stelle) e alla fine anche l’interessamento della Procura di Modena all’interno delle vicende legate all’inchiesta Untouchables.

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