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Enel, stop agli sconti per gli ex dipendenti e per le loro vedove

Spi Cgil: la nuova bolletta entrerà in vigore da Capodanno 500 i modenesi interessati. Si cerca una compensazione

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Stop agli sconti sulle bollette di luce e elettricità: Enel ha deciso di non fare più favori agli ex dipendenti e alle loro vedove. A Modena sono 500 e dalla prossima bolletta pagheranno come tutti gli altri.

Nei giorni scorsi Enel ha comunicato la formale disdetta della regolamentazione collettiva sulle agevolazioni tariffarie sull'energia elettrica, riservate agli ex dipendenti e ai superstiti (ad esempio, la vedova di un ex dipendente Enel), comunicando che dal 31 dicembre cesseranno le agevolazioni tariffarie loro riservate.

Ciò significa che tutti coloro (oltre 500 nel modenese, circa 96.000 a livello nazionale) che fino ad ora, hanno goduto di agevolazioni tariffarie derivanti da accordi collettivi con Enel, dal 1 gennaio 2016 pagheranno l'energia elettrica a tariffa piena e pertanto il primo consiglio del sindacato è di fare attenzione ai consumi onde evitare spiacevoli sorprese perché la tariffa agevolata sarà sospesa. Alla luce di quella disdetta il sindacato di categoria Filctem/Cgil, ha cercato di contrastare la volontà aziendale riuscendo a strappare un accordo, a cui ogni singolo ex lavoratore o vedova potrà, solo se vorrà, entro un anno, aderire, e nel quale, a seconda dell'età anagrafica, sarà corrisposto un importo forfettario a parziale risarcimento dell'abolizione unilaterale della tariffa agevolata. Il sindacato pensionati ha convocato in assemblea gli ex lavoratori interessati e i superstiti, per informarli e programmare una serie di azioni a tutela e in aiuto, dopo avere iniziato ad approfondire i termini della questione.

Allo stato attuale la situazione è questa: la tariffa agevolata cessa con il 1° gennaio 2016; in assenza di accordo sindacale, Enel non aveva previsto nessuna, anche parziale, forma di risarcimento; l'accordo con il sindacato consente invece, a chi lo vorrà, di transare la questione con un importo variabile che va dai 1.800 ai 6mila euro. Chi vuole transare ha tempo un anno per decidere ed avrà l'assistenza del sindacato. Infine, chi non è interessato o non ritiene di accettare la proposta dell'accordo dovrà attendere prima di intraprende eventuali azioni legali perché il sindacato pensionati sta verificando se vi sono i termini per l'impugnazione legale.

Per informazioni, lo Spi/Cgil invita a rivolgersi alle proprie sedi di distretto.

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