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Quattro generazioni per la drogheria fondata dagli svizzeri

di Gabriele Bassanetti
Quattro generazioni per la drogheria fondata dagli svizzeri

Lorenzo Roteglia lascia lo storico negozio aperto nel 1848 «Dopo 58 anni di lavoro ora tocca a mio figlio Roberto»

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SASSUOLO. Il 31 dicembre la drogheria Roteglia, storico negozio di piazza Garibaldi a Sassuolo con oltre 150 anni di storia, passerà di mano. Lorenzo Roteglia, dopo averci lavorato per 58 anni, lascerà l’incombenza al figlio Roberto. «A 76 anni e dopo una vita passata qui dentro – spiega Lorenzo – penso che sia venuto il momento di lasciare, anche se di fatto posso svolgere un ruolo da coadiutore e quindi sarò spesso qui anche nel 2016».

È la quarta generazione di Roteglia a prendere in mano lo storico negozio, il più antico di Sassuolo. Venne fondato nel 1848 da una famiglia svizzera, i Muggia, arrivati dal Cantone dei Grigioni, in fuga dai moti del ’48: «Arrivarono diverse famiglie svizzere - racconta Roteglia - che diedero vita a diversi tipi di attività. I Muggia si dedicarono a questa e alla distilleria, come attività collaterale». Dagli svizzeri il negozio passò nelle mani di Vincenzo Vaccari, noto personaggio sassolese che lo tenne per pochi anni; poi subentrò la famiglia Marazzi, Filippo e Umberto, «che nel 1927 - ricorda Lorenzo - vendettero a mio nonno Emilio, detto fumòun perché fumava come una ciminiera. Da lui a mio padre Gilberto, poi a me e ora a Roberto», 52 anni, responsabilizzato ma non spaventato dall'incombenza.

«Per me è un piacere e un onore continuare la tradizione – spiega – anche se so che non è più come una volta e che per i negozi come i nostri è sempre una lotta, vista la grande distribuzione e la concorrenza aggressiva. Ma abbiamo le possibilità di andare avanti, perché il negozio è particolare e le sue proposte anche. È l’unica strada per i centri storici: merce e caratteristiche che gli altri non possono avere».

Dentro la Drogheria Roteglia è uno spettacolo: tutto sembra fermo al 1848. Scaffalature, pavimenti, arredi, solo un 10 per cento è cambiato nel tempo. «Ma l’attività è cambiata molto - racconta Lorenzo - perché prima facevamo i grossisti. Mio padre serviva una buona parte della montagna, fino a Piandelagotti. Si può dire che abbia fatto molto per l’economia di quei luoghi dove la povertà era tale che i negozi non avevano scaffali ma impilavano direttamente le casse. Lui faceva credito a tutti e mi rassicurava, vedrai che faranno fronte agli impegni. Così è stato e per tanti anni mio padre in quei luoghi di montagna è stato accolto come un amico. Un giorno la legge ha imposto di scegliere fra l’attività di grossista e di dettagliante».

Ed è un punto di riferimento per la città, dove trovi tante cose che altrove sono scomparse. La gelatina, il cumino e le spezie di ogni tipo, prodotti per dolci, i colori alimentari, i principali liquori della tradizione locale e un numero incalcolabile di altre cose.

«C'è una conoscenza diretta con una clientela storica di Sassuolo, ma abbiamo tanti clienti giovani. C'è un rapporto speciale. In questi giorni di Natale per esempio come tradizione offriamo la “brusca”, un pezzettino di spongata e un sorso di Sassolino a chi entra. Tutti lo sanno e vengono a trovarci. Dove altro sarebbe possibile?».

Per chi ha lavorato, prima in società col padre e poi da titolare, per 58 anni nello stesso negozio, come sarà la vita dal 1 gennaio? «Sarò spesso qui, mi riposerò, ma conservo come mia attività la distilleria collegata, che è in via Mazzini. Di quella continuerò a occuparmi ma il mio obiettivo sarebbe quello di trovare un giovane a cui insegnare il mestiere e un giorno lasciare anche questa attività a chi può portarla avanti. M ci vuole qualcuno desideroso di imparare».

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