Gazzetta di Modena

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Modena. Via Munari, il regno delle siringhe usate

di Carlo Gregori
Modena. Via Munari, il regno delle siringhe usate

Sulle due rampe di un garage allagato e intorno a una palazzina abbandonata i rifiuti di tossicomani, clandestini e sbandati

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MODENA. Le segnalazioni di degrado di via Munari, laterale di via Paolo Ferrari, non hanno prodotto nulla.

Anzi, la situazione è decisamente peggiorata nelle ultime settimane e la casa accantierata in abbandono, anche se ben sigillata, è diventata un'attrazione per i tossicomani e i disperati che trovano rifugio nelle rampe del garage, nel giardino e negli anfratti per “farsi” la dose di eroina fuori da occhi indiscreti.

Via Munari 21 e 23: sono i civici del cantiere di una bella villetta accanto alla ferrovia, vicino alla stazione, che da molto tempo ormai è abbandonato: la proprietà non ha più la liquidità per finire i lavori.

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Varie volte ci siamo occupati del caso sulla Gazzetta perché in via Mazzoni - ai lati del ristorante, che è sempre molto curato - e soprattutto lì di notte trovano riparo dei disperati ma soprattutto i tossicomani che devono farsi una “pera” di eroina.

Avevamo segnalato che la casa cantiere era abitata da clandestini e disperati di ogni genere. E la proprietà in effetti l'ha sigillata perfettamente tanto che anche ieri, a un nostro sopralluogo, risultava perfettamente chiusa agli estranei e i lucchetti non era forzati.

È tutto il resto intorno che fa impressione. Un campo di battaglia di rifiuti che rende questo posto uno degli angoli più degradati di Modena, benché intorno si trovano residenti, attività, laboratori, una scuola di danza e anche la moschea turca.

La rampa vicino alla moschea è invasa di pattume e di sedie rotte e bruciate, resti di qualche bivacco a fine estate. Dentro il cortile della casa, decine di bottiglie di plastica e vetro e anche un bicicletta verde completamente cannibalizzata e gettata nel fogliame. Sul retro altre bottiglie e resti di siringhe.

L'altra rampa è decisamente tenuta peggio. La discesa è costellata di siringhe sporche piene di sangue e i loro involucri di plastica. In fondo, il garage è completamente allagato: ci sarà quasi un metro di acqua stagnante.

Al lato, infine, c'è un vialetto tra le erbacce che porta su uno spiazzo interno, una specie di tettoia, dove si trova di tutto. Un'altra bici cannibalizzata, un tavolino per improvvisati festini di birre e eroina con siringa piantata e bottiglia di vuota, mucchi di siringhe e pacchetti di sigarette vuote, decine di bottiglie vuote.

Questa è la situazione e le foto che pubblichiamo la rendono solo in parte. Sicuramente serve un intervento ma studiato più attentamente oppure tra qualche mese, dopo uno sgombero veloce e una pulizia di rito, tutto tornerà come prima o peggio.

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