A passo di ciaspole: andar per i monti modenesi “sospesi” sulla neve
Dilaga la passione per le “camminate in quota”: i consigli per chi comincia, l’attrezzatura, i luoghi nel Modenese
MODENA. Esplorare i paesaggi mozzafiato del nostro Appennino camminando sul soffice manto nevoso. “Galleggiando”, sospesi a metà tra la ginnastica e la contemplazione. Questo significa camminare sulle ciaspole, attrezzi che non rispondono ad esigenze di sicurezza, ma piuttosto si rivelano indispensabili per solcare agevolmente la neve fresca o compatta rispetto ad un qualsiasi scarpone, in situazioni di per sé già sicure, senza tratti esposti o pendii ripidi.
Un movimento, quello dei ciaspolatori, che ha preso sempre più vigore negli ultimi anni, trasformandosi in passione per un numero crescente di frequentatori della montagna e non solo. «Si tratta di un’attività alla portata di chiunque sia abituato a muoversi, si discosta poco dall’escursionismo, e richiede un minimo di preparazione fisica. - spiega la guida Davide Pagliai - Chi fa attività sportiva, soprattutto di tipo aerobico, parte avvantaggiato. Poi dipende da percorso a percorso: in Appennino il 99% dei percorsi si rivelano affrontabili da chiunque e ce ne sono molti affascinanti. Se non si pratica, invece, attività fisica basta camminare mezz’ora al giorno di buon passo per prepararsi alle ciaspole utilizzando qualche piccolo accorgimento. Come andare a lavorare a piedi: più si è preparati, meno fatica si fa e ci si gode di più anche la semplice passeggiata».
Il percorso più ideale per chi si avvicina per la prima volta alle ciaspole è quello dal Lago Santo, vicino al Rifugio Vittoria, al Lago Baccio, che presenta una sessantina di metri di dislivello, sempre battuto, su sentiero molto panoramico in uno scenario quasi alpino, tra due laghi di origine glaciale. Sul nostro Appennino fino ad aprile è presente un fitto calendario di date consultabile al sito www.laviadeimonti.com. Imminente la ciaspolata di sabato 26 alla valle del Sestaione, verso il lago Nero e la casetta dei pastori; domenica 27 l’appuntamento è al Sasso dell’Alpino con una facile ciaspolata ai piedi del Cimone.
Si riparte il 2 gennaio con un’escursione al Balzo delle Rose per ammirare il panorama sull’alta valle dello Scoltenna. Il giorno successivo, domenica 3, durante l’escursione dal tema “Sentieri di antichi confini” si varcherà l’antico confine del Granducato di Toscana, fino alla foce della Verginetta, dove il panorama si estende dal Tirreno al Monte Cusna. Il giorno dell’Epifania, mercoledì 6, una facile ciaspolata sul lago Cavo sarà l’ideale per chi vuole immergersi in relax tra storia e natura. Sono previsti appuntamenti anche in notturna: “La notte, il bosco e la neve”: un’esplorazione della riserva naturale di Abetone, per assaporare la magia del bosco notturno invernale. Per quanto riguarda l’equipaggiamento occorrono abbigliamento e accessori indispensabili.
«Servono, ovviamente, le ciaspole e anche i bastoncini telescopici con l’accortezza di mettere la rotellina per la neve, che è la più larga - spiega Gianluca Paganelli del negozio specializzato Mondo Montagna di Savignano - Poi, occorrono le ghette, da indossare sui pantaloni per evitare di bagnarsi con la neve. Di solito non si utilizza un pantalone impermeabile come per andare a sciare, perché ci si surriscalda molto e quando ci si ferma cala il freddo: serve invece un capo imbottito, idrorepellente. Occorrono guanti impermeabili, caldi. Per la parte superiore del corpo è consigliabile un buon intimo traspirante, nel secondo strato un pile più o meno grosso, poi come terzo strato ci si può mettere una giacca che ferma il vento magari anche imbottita, non impermeabile. Il quarto strato è la giacca impermeabile. La logica è di vestirsi a strati per adeguarsi in modo ottimale alle condizioni ambientali, perché alla fine dell’escursione la condizione può mutare: per essere termoregolati bene si deve stare caldi ma sudare il meno possibile. Lo scarponcino, poi, deve essere assolutamente impermeabile. D’inverno, inoltre, portare con sé una bevanda calda in termos di buona qualità, piuttosto che l’acqua».
Ci sono diversi tipi di ciaspole, «alcune più basiche per i neofiti - ricorda Paganelli - altre da media montagna, altre da alta montagna. Più la ciaspola è ramponata e più si può usare in condizioni maggiormente severe. Per una ciaspola di buona qualità, i prezzi presso il nostro esercizio oscillano dai 90 fino ai 140 euro. In negozio, poi, offriamo servizi di noleggio con pacchetto completo che include ciaspola, ghetta e bastoncini».
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