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Basta con le bocce, chiudono i campi della Villa D’Oro

di Giacomo Molteni
Basta con le bocce, chiudono i campi della Villa D’Oro

La società nacque nel lontano 1905 proprio attorno a questa disciplina: la crisi economica cancella la storia

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Non è ancora ufficiale, ma di fatto è così: la bocciofila “Villa d’Oro”, costola della Polisportiva di via dei Lancillotto, all’inizio del 2016 chiuderà i battenti e i campi da gioco verranno smantellati per dar spazio ad altre attività. La notizia è clamorosa per il fatto che la “Villa” fu fondata nel lontano 1905, con la denominazione di Società di Mutuo Soccorso Due Canali, proprio attorno al gioco delle bocce, che da sempre in quella zona allora del tutto periferica della Crocetta si praticava in campi di fortuna, dai cortili delle case alle carreggiate dei campi adiacenti. Insomma, la grande realtà rossonera dei grandi trionfi nel volley e nel tennis tavolo che oggi conosciamo partì dalle bocce, così come lo sport delle bocce come attività strutturata a Modena è nato alla “Villa d’Oro”. Un epilogo amaro ma non del tutto inatteso, che parte da lontano e precisamente dal 2010 quando, proprio a cavallo del Natale, il 23 dicembre il Consiglio Comunale approvò la delibera di retrocessione da parte della società sportiva del diritto di superficie del comparto su cui sorge la struttura, che avrebbe dovuto essere interessato dal programma di riqualificazione urbana approvato il febbraio precedente, ossia in sostanza divenire area edificabile ad uso residenziale, con trasferimento delle strutture sportive in altra sede. Ciò in realtà non avvenne, ma la Polisportiva da quel momento dovette impegnarsi a pagare una sorta di canone di affitto, che si traduceva in 6mila euro annuali per ognuno dei settori in cui la essa era suddivisa. Una spesa che il settore bocce, presieduto da Roberto Bianchini, aveva faticato a sostenere e che di fatto negli ultimi due anni non aveva sostenuto. E qui entra in gioco indubbiamente la crisi del gioco delle bocce non certo dal punto di vista agonistico (la Federazione di Modena ha un’attività e un bacino di tesserati ancora assai fiorente) ma da quello ricreativo, con pensionati e dopolavoristi che sempre più alla partita a bocce preferiscono quella a carte e con conseguente sempre più scarsi introiti dall’utilizzo delle corsie di gioco. La concomitanza in questo dicembre di due fatti, le elezioni del nuovo consiglio direttivo della “Pol” con Alessandro Battani che dopo ben 32 anni di presidenza ha ceduto il posto a Valter Stella e le dimissioni di quello del Settore Bocce il cui mandato scadeva a fine mese, ha accelerato il precipitare della situazione. Il neopresidente ha interpellato il numero uno della Federazione Bocce di Modena Gianni Lugli (tra l’altro ex presidente proprio della sezione bocce della “Villa”) per verificare la possibilità di costituire un nuovo gruppo in grado di gestire la “costola” delle bocce, ma l’unica candidatura emersa, facente capo a Erio Reghizzi, non è stata giudicata in grado di offrire sufficienti garanzie, anche perché restava il nodo della insostenibilità del “canone” comunale. Nel frattempo gran parte dei giocatori tesserati, intuendo la mala parata, si davano da fare per trasferirsi in altre società in vista della stagione agonistica 2016. E così si arriva al punto da cui siamo partiti. La scomparsa dei quattro campi della storica Villa d’Oro da un certo punto di vista non è che l’ennesima puntata di un triste serial che ha già visto andare in scena in città nel giro di qualche anno la chiusura totale dei bocciodromi “Gino Nasi” e “Piazza d’Armi” e la riduzione da otto a quattro delle corsie di gioco della “San Faustino”. Segnali della crisi di un’attività, quella del gioco delle bocce, che a Modena ha costituito un momento ludico-ricreativo ma anche socializzante di grande rilievo per intere generazioni ma che oggi, in un mondo in profonda trasformazione, sta cedendo ormai il passo.

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