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Capodanno col bel tempo, poi sarà inverno

Capodanno col bel tempo, poi sarà inverno

Oggi sole in pianura e temperature più basse. Ma l’arrivo del 2016 porterà freddo e anche neve

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L’anticlone della Azzorre, sempre lui!

Croce e delizia delle nostre estati finisce per diventare anche quest’anno il nostro incubo invernale. La sua presenza granitica, è il caso di dirlo, anche se si tratta di masse d’aria continentali, nel punto sbagliato Europa e resto del mondo, finisce per bloccare l’aria fredda dal Polo Nord e dalla Russia. Anzi, dobbiamo proprio alle correnti che arriveranno dalla terra degli zar, di qui a una settimana, se anche Modena potrà perdere nebbia e tempo grigio in pochi giorni.

La contropartita è, già dall’inizio dell’anno, l’arrivo dell’aria gelida dalla Siberia con le precipitazioni correlate. Forse in quantità eccessive, ma questo è tipico del mese di gennaio quando le perturbazioni dai Balcani arrivano come una saracinesca dall’Adriatico e scavalcano il braccio di mare verso l’Italia in un lampo. Già tra oggi e domani dovremmo rivedere in città un poco di sole in cambio di temperature più fredde di 3-5 gradi, a seconda che si abiti in città o in campagna. La bora che scende dal versante veneto toccherà in parte anche la Pianura Padana, mandando in pensione le temperature primaverili.

Oggi sono previsti 8° di massima, con la minima di 1° ma almeno avremo il sole. E sino a Capodanno? Tempo grigio ma sostanzialmente asciutto, per vedere precipitazioni bisogna aspettare i primi giorni di gennaio che potrebbero vedere anche neve persino a bassa quota oltre che, finalmente, sui monti.

Del resto per toccare con mano il surriscaldamento del pianeta non serve spostarsi di molto: i giardini di Modena sono fioriti con rose e primule, i prati dei parchi o delle rotatorie sono ricchi di margherite. Non c’è bisogno di essere appassionati di botanica per capire però il difficilissimo momento che stiamo passando, al di là del vantaggio di non alzare il riscaldamento.

Da due mesi su Modena e provincia le gocce si possono contare; la piovosità così ridotta in questo periodo è sotto gli occhi di tutti, così come l’aumento delle polveri in città.

Sono proprio i microinquinanti, quelli più sottili, che superano le difese naturali dell’organismo e finiscono direttamente nei polmoni a preoccupare di più. Gli studiosi non mancano mai di ricordare i dati presenti negli studi più severi. (s.c.)

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