Chihuahua sequestrati: ricorsi e querele
Serramazzoni. Il legale: «Operazione illegittima in ogni passaggio». La proprietaria: «Temo che vogliano lucrarci sopra»
SERRAMAZZONI. Il caso dei chihuahua sequestrati due volte approda in Parlamento. Intanto la proprietaria dei cuccioli finiti a Serra e da qui contro-sequestrati e condotti al canile di Pavullo, attraverso il suo avvocato ha presentato istanza di dissequestro. L’istanza del legale, Massimo Bacilieri, fa perno su tre punti. Da una parte, spiega il legale «non c’è nessun presupposto per ritenere che Silvana Paolini nella sua abitazione di Olgiate Comasco tenesse gli animali in condizioni di maltrattamento, tanto che non ve n’è descrizione specifica nel verbale di sequestro». Poi si sostiene che presso la nuova sistemazione di Serra (una villa in via Case Mazzoni, dove la proprietaria ieri non ha voluto fornire alcuna spiegazione) la situazione fosse ancora peggiore, tanto da aver motivato il contro-sequestro e fatto scattare una denuncia per maltrattamento dei carabinieri nei confronti della proprietaria (M.C.G. le iniziali del nome)
Infine, è stata sporta querela nei confronti dell’uomo che si è presentato come veterinario (conosciuto come ambientalista) presso l’abitazione della signora Paolini per essere intervenuto senza autorizzazioni, avere sottratto un cane senza verbalizzarlo (qui si configura una sorta di furto) e avere disposto un trasporto a Serra senza mezzi idonei. I cani infatti sono arrivati a Serra in piena notte, ad opera di due persone, uno dei quali è il discusso personaggio. In quella che, per la verità, sembra una sorta di guerra intestina tra amanti degli animali.
La risposta all’istanza del legale è attesa nelle prossime 48 ore, nel frattempo i chihuahua restano custoditi presso il canile di Pavullo - dove nessuno si sente neppure autorizzato a parlarne - in un’apposita area.
Tutto è cominciato nel pomeriggio del 21 dicembre, quando a Olgiate presso l’abitazione in cui la Paolini teneva 26 chihuahua (tra cui 15 cuccioli, di cui 3 di un’amica) si è presentata una coppia interessata all’acquisto di un esemplare, lasciando poi il campo a una troupe delle Iene che voleva verificare se i cani fossero frutto di un commercio illegale con l’Europa dell’Est, cosa alla fine non dimostrata.
Poi sono arrivati i carabinieri e un veterinario, con sequestro penale per maltrattamento, ritenendo che i cani vivessero in condizioni non adatte. Erano le 3 del 22 dicembre, in una notte che la Paolini non dimenticherà mai. I cani sono così partiti per Serra, dove era stata individuata - chissà come - la sistemazione alternativa in questa operazione che ha visto coinvolto, oltre il sedicente veterinario-ambientalista (contestato fondatore di un’associazione di tutela animale) anche un onorevole emiliano pure lui impegnato in azioni ambientaliste.
La Paolini però non si è data per vinta e la mattina di Natale è arrivata a Serra piantonando l’abitazione di via Case Mazzoni, temendo che i suoi cani potessero essere venduti, visto che ogni cucciolo vale dai 900 ai 1.200 euro e visto quello che è già accaduto ad altri, con decine di cuccioli svaniti nel nulla. Di qui l’arrivo dei carabinieri di Serra, della Forestale di Pavullo e di un veterinario dell’Ausl. Accertata la custodia non idonea nella villa di Serr, è scattata la denuncia per la proprietaria e il trasferimento degli animali presso il canile di Pavullo, dove la Paolini è andata a vederli domenica. «Mi hanno riconosciuto subito – ribadisce commossa – Spero di riaverli subito: oggi presso l’Ausl di Como ho presentato richiesta di affidamento per 9 cani mentre per gli altri ho già trovato amici pronti ad accoglierli».
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