Gazzetta di Modena

Modena

la richiesta di prodi e ghinelli (pd)

«Il deposito Cisa Cerdisa non si può demolire»

di Gabriele Bassanetti
«Il deposito Cisa Cerdisa non si può demolire»

No a un abbattimento indiscriminato dei capannoni Cisa Cerdisa, salvate il deposito delle argille. Lo pensano, ora che le opere di abbattimento della grande area ex industriale sono cominciate,...

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No a un abbattimento indiscriminato dei capannoni Cisa Cerdisa, salvate il deposito delle argille. Lo pensano, ora che le opere di abbattimento della grande area ex industriale sono cominciate, progettisti ed esponenti politici. Nicola Prodi e Paolo Ghinelli del partito democratico lo hanno reso esplicito in un comunicato: «Sappiamo che il successo futuro di questa complessa operazione non è garantito dalla sola demolizione e bonifica, ma richiede una visione chiara e condivisa che assegni le funzioni ai diversi comparti e che tenga insieme in maniera armonica da un lato le esigenze della proprietà e di chi investe oggi e dall’altro la necessità di creare da subito un contesto urbano favorevole ad attirare altri investimenti per far rinascere davvero tutta l’area. Una scommessa ulteriore consiste poi nel cambiare il volto di questa parte della città mantenendo un segno della memoria storica. È possibile riutilizzare alcuni dei manufatti, come il deposito delle argille, attribuendo loro nuove funzioni sull’esempio di quanto avvenuto in diverse operazioni di successo italiane ed europee. In occasione dell’inizio delle demolizioni abbiamo sentito infatti queste parole: stiamo demolendo un pezzo di storia e qui resta un pezzo di cuore di tanti sassolesi e fioranesi».

Il tema del recupero del deposito argille era stato portato all’attenzione dall’architetto Federico Zanfi, uno di coloro che in questi ultimi anni sono stati chiamati ad occuparsi della riqualificazione del territorio distrettuale: «Un solo fabbricato è rilevante, per l’ottimo stato di conservazione, l’ubicazione strategica e l’assenza di amianto. Sul margine nord-ovest del comparto sta il grande deposito di argilla dell’azienda. Un’imponente volta a botte metallica che non ha nulla da invidiare ai suoi simili già oggetto di esperienze di recupero in Italia e in Europa. Per la sua fortunata posizione, può essere elemento fondamentale: che accolga una piazza coperta multifunzionale, integrata al centro commerciale in corso di progettazione, o che si tramuti nel foyer di un centro di ricerca ed esposizione sull’innovazione ceramica, dev’essere pensato come la fondamentale cerniera per collegare ogni nuova futura funzione del comparto in trasformazione».

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