Gazzetta di Modena

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Via Fanti, la boscaglia della droga a Modena

di Stefano Totaro
Via Fanti, la boscaglia della droga a Modena

Un sentiero porta all’area dove ovunque ci sono siringhe. Via vai di spacciatori e blitz della Municipale di Modena

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MODENA Via Fanti, vicino al “curvone” dove c’è la pizzeria, dove, proseguendo costeggiando la ferrovia, la strada inizia a chiamarsi via Pico. Di fronte all’imbocco del sottopassaggio della stazione, si notano alcune piante, esili pioppi che alzano il capo sopra la lunga recinzione di plastica rossa, una specie di coperta sulla rete metallica che si estende tra due stabili abbandonati.

Dietro quella barriera già di per sé fatiscente, dietro a quelle piante che sembra si ergano a vedette per vigilare il via vai dei pendolari che vanno al sottopasso della stazione, dietro c’è solo una fitta boscaglia di sterpi, e sporcizia, di rovi e siringhe, di stracci e carta stagnola per scaldare e sniffare l’eroina, di confezioni per siringhe e bottiglie di plastica. E come vuole una boscaglia che si rispetti, chi la vive ha creato piccoli passaggi, stretti sentieri di fango che portano ad alcuni spiazzi circondati da arbusti e da canne.

IL SENTIERO Per accedere alla boscaglia della droga c’è pure un comodo sentiero a cui si accede proprio da via Fanti, tra la casa abbandonata e la fine della recinzione rossa. Basta percorrerlo per qualche metro e via via la boscaglia inizia a mangiare il tratto di asfalto e pietre, iniziano le siringhe e i vari rifiuti abbandonati. C’è abbandonata una macchinetta che distribuiva le palle di plastica con dentro i giochi per i bimbi, c’è un mucchio di vestiti stracciati poi il sentiero finisce. Si aprono altre piccole strade. Una sorta ad una “radura”: c’è un cubetto di cemento che viene utilizzato per confezionare dosi, per sedersi e iniettarsi la droga. Attorno solo tracce di consumo di droga. D'altra parte, pur essendo a pochi metri dalla strada, lì dentro si è fuori dal mondo, completamente isolati. Se anche dovesse arrivare qualcuno, qualche intruso o qualcuno che indaghi, ci vuole un attimo per scomparire. Basta “tuffarsi” tra le canne, tra la vegetazione.

SIRINGHE E BOSCAGLIA Le stradine terminano su un muro che delimita l’area, ma anche qui c’è un passaggio con una fitta vegetazione, per andare oltre, per finire probabilmente in un parcheggio retrostante. Dentro la boscaglia della droga ci si può nascondere, si possono confezionare le dosi e poi uscire, andare sia in stazione che nelle vie sul retro, tra i parcheggi, entrando così nel vivo del commercio.

All’esterno, sulla fascia rossa di recinzione, c’è un cartello di un ipotetico cantiere e altri che invitano a fare attenzione. La polizia municipale, che proprio ieri mattina stava effettuando un sopralluogo in zona e nei pressi di una scuola perché erano giunte segnalazioni di un costante via va di spacciatori e tossicodipendenti, ha visitato la boscaglia rendendosi conto direttamente della situazione di estremo degrado.

Ora si tratta di individuare se il terreno, se l’area ha un proprietario o oppure esiste un contenzioso tra parti per cui vi sia, come sempre accade, tutto un rimpallo di responsabilità. Chiarita la situazione, sicuramente l’amministrazione comunale con ordinanza o ingiunzione imporrà una bonifica, un taglio netto e un accurato repulisti.

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