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l’inquietante caso di maranello

Arpa vieta di coltivare il terreno inquinato

Arpa vieta di coltivare il terreno inquinato

MARANELLO. L’area agricola di via Frattini continua a far parlare. Per il Comune la situazione è «chiara e sotto controllo». Per il Movimento 5 Stelle la relazione dell’Arpa è «una conferma ai...

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MARANELLO. L’area agricola di via Frattini continua a far parlare. Per il Comune la situazione è «chiara e sotto controllo». Per il Movimento 5 Stelle la relazione dell’Arpa è «una conferma ai nostri sospetti».

Al centro della vicenda un terreno alle porte di Pozza, lungo il torrente Tiepido, in cui sono state trovate ingenti quantità di rifiuti. La zona si trova nei pressi del depuratore lungo la Nuova Estense, tra Maranello e Colombaro. Lo scorso venerdì 2 ottobre il Comune aveva chiesto al privato che gestisce l’area di cessare le coltivazioni. Dopo le analisi dei tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente l’invito è diventato un obbligo. L’area è stata circondata da transenne.

«Si trova tra altre due zone bonificate negli anni passati - ha riconosciuto Mariaelena Mililli - e in cui era stata riscontrata la presenza di rifiuti industriali. Ci teniamo, però, a precisare che nel terreno agricolo in questione non sono stati trovati rifiuti pericolosi, ma rifiuti urbani che ovviamente devono essere smaltiti».

Sulla non pericolosità dei rifiuti non concorda il M5S. I pentastellati hanno pubblicato sul loro sito due tabelle con i valori dei metalli contenuti nel suolo interessato. Negli scorsi giorni era emerso un “limitato arricchimento della componente di metalli pesanti”. Un elemento inedito riguarda le dimensioni: 2.500 metri quadrati di superficie interessata dai rifiuti, 2.900 metri cubi di volumetria, 5mila tonnellate di massa.

«La relazione finale di Arpa è una conferma ai nostri sospetti - ha ribadito Matteo Cursio, consigliere comunale pentastellato - quel terreno è pericoloso. La celerità con cui è stata depositata un’ordinanza urgente con il relativo impegno di spesa di 5.400 euro per delimitare in modo sicuro l’area è altrettanto indicativa».

Tecnici Arpa, Comune e Movimento 5 Stelle concordano su un punto: il ripristino dei luoghi. A chi spetta?

«L’obbligazione è naturalmente in capo al Comune se non si individua il soggetto responsabile, o se sia attribuibile al Comune stesso la responsabilità dell’evento di abbandono», riporta il sito del Movimento, citando le conclusioni dei tecnici. «Ora c’è l’intenzione di collaborare con la Regione, proprietaria dell’area - ha risposto Mililli - per la messa in ripristino. Abbiamo convocato una specifica commissione consiliare in cui il tema sarà affrontato con il supporto tecnico di Arpa».

Gabriele Farina

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