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Boom di donazioni per Villa Ferrari Ma l’aliquota cambia

Boom di donazioni per Villa Ferrari Ma l’aliquota cambia

CASTELNUOVO. Dopo oltre un mese dalla presentazione del progetto di recupero di Villa Ferrari, i risultati sembrano promettenti: con la legge Art Bonus sono stati raccolti 423mila euro grazie alle...

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CASTELNUOVO. Dopo oltre un mese dalla presentazione del progetto di recupero di Villa Ferrari, i risultati sembrano promettenti: con la legge Art Bonus sono stati raccolti 423mila euro grazie alle donazioni di 14 aziende e 5 privati, tra cui l’assessore alla Cultura Massimiliano Meschiari. Fino a domani il credito d’imposta sarà pari al 65% della cifra (dal primo gennaio scenderà al 50%), ragion per cui diverse aziende hanno approfittato degli ultimi giorni dell’anno per valorizzare la propria donazione. L’importo da raggiungere per iniziare i lavori è pari a 2.118.589 euro per la creazione della nuova biblioteca comunale, attualmente situata in un edificio del centro storico, in affitto da un privato. Tra le aziende benefattrici si trovano diverse realtà locali, che hanno a cuore la rivalutazione culturale ed economica del proprio territorio. Circa la metà dei nomi restano coperti da anonimato, tuttavia in evidenza tra i mecenati interessati alla creazione del nuovo polo culturale emergono alcune aziende provenienti da settori industriali eterogenei, con donazioni del valore di 65mila euro ciascuna. In rappresentanza del polo della carne vi è la Castelfrigo Srl. A commentare il gesto Cecilia Ciriesi, dirigente dell’azienda e moglie del titolare: «Una scelta orientata verso i giovani di Castelnuovo, perché crediamo che investire su di loro significhi investire sul futuro. Il progetto di recupero di Villa Ferrari ha un alto valore sociale, oltre che culturale, per tutti i cittadini».

Per l’edilizia spicca il nome della Piacentini Costruzioni di Montale: «Se negli anni passati abbiamo sponsorizzato lo sport - spiega Grenzi, responsabile commerciale - quest’anno abbiamo scelto di sostenere la cultura. Villa Ferrari per la nostra azienda non riveste solo un valore tangibile, ma anche affettivo, perché in passato fu legata alla famiglia di uno dei nostri soci».

Particolare è il dato relativo all’anonimato, che attualmente rappresenta oltre la metà delle aziende, con importi da 10 fino a 65mila euro. In un momento storico così difficile per l’economia è inusuale che si rinunci alla possibilità di accostare il proprio marchio all'opera di responsabilità sociale.

Agnese Facchini

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