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Caso piscina: Bernardoni querelato e prosciolto

Caso piscina: Bernardoni querelato e prosciolto

Pavullo. Lo storico gestore denuncia il consigliere comunale per diffamazione ma il gip archivia: «Non volevo offendere, solo criticare l’operato del Comune»

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PAVULLO. Una querela per diffamazione aggravata per aver espresso la propria opinione sulla gestione della vecchia piscina di Pavullo, chiusa dal 2011 e, come noto, in procinto di essere demolita per far posto a una nuova struttura.

È quanto capitato al consigliere di opposizione Giovanni Bernardoni (“Pavullo e Futuro”), che solo in questi giorni ha potuto tirare un sospiro di sollievo perché il giudice ha disposto l'archiviazione ritenendo che “il fatto non sussiste”.

Ne ha dato notizia lo stesso Bernardoni nel Consiglio di lunedì, spiegando che poteva considerarsi chiusa una vicenda che ha impegnato tutto il 2015.

Era il 29 gennaio quando, nel pieno del sentitissimo dibattito sulla piscina, Bernardoni, contrario all’abbattimento della vecchia struttura per costruirne una nuova al posto dei campi da tennis (che a loro volta verrebbero ricreati nella spianata ricavata dalla demolizione), espose e discusse in quella seduta consiliare una sua interrogazione. Chiedeva se era stata valutata la possibilità di ristrutturare il vecchio stabile e quali erano le normative che lo impedivano.

Nel testo, diceva che si era arrivati allo stato attuale di fatiscenza della struttura “a causa di cronica mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria”. L’affermazione, riportata anche su questo giornale il 31 gennaio nella cronaca del dibattito, fece arrabbiare il gestore storico della piscina, Robert Beckmann, che l’aveva fin dal 1986 e, pur non essendo mai menzionato, ritenne l’affermazione un’offesa gratuita alla immagine e alla sua reputazione.

Di qui a febbraio la querela per diffamazione aggravata presentata in Procura dall’avvocato Giulio Garuti, con richiesta di condanna penale. Bernardoni, affidando la sua difesa al legale Marco Favini, ha spiegato a luglio nel corso di una deposizione davanti alla polizia giudiziaria che non intendeva assolutamente offendere Beckmann, ma solo esercitare il suo diritto di critica nel contesto consiliare. Le sue motivazioni hanno convinto il pm, che il primo dicembre ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale, contestualmente disposta dal giudice Eleonora Pirillo.

«Sono soddisfatto – commenta Bernardoni – perché è stato riconosciuto che non c’era nessuna volontà di offendere, lo ribadisco, un privato cittadino che non ho mai nominato né nell’interrogazione né nella mia replica, né ho mai parlato con lui: si è mosso direttamente con una querela nei miei confronti. Io intendevo solo criticare l’amministrazione perché è lei che deve rispondere di un bene della collettività come la piscina, anche se l’ha affidata a terzi. Certo, ho dovuto sostenere le mie spese legali. Però vedo riconosciute le mie prerogative di consigliere».

Daniele Montanari

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