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Fca-Fiat ipoteca la quota di Piero Ferrari

di Stefano Luppi
Fca-Fiat ipoteca la quota di Piero Ferrari

Un patto di sangue tra Torino e Modena: accordo per il diritto di prelazione in caso di cessione delle azioni possedute

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Ora, in attesa del debutto a Piazza Affari atteso per il 4 gennaio, la Rossa di Maranello è davvero blindata, in mano alla cassaforte della famiglia Agnelli “Exor” e al figlio del Drake Piero Ferrari.

Lo scorso 23 dicembre, infatti, un patto di sindacato Torino-Modena ha blindato la Ferrari dopo che nei mesi scorsi è stata scorporata da Fca-Fiat.

Oggi, secondo fonti autorevoli, il patto parasociale prevede che la holding Exor presieduta da John Elkann detenga il 23,5% della società nata dal genio del Drake mentre all'erede Piero Ferrari va il 10% del capitale, ossia la medesima quota che storicamente detiene la famiglia del fondatore. In termini di diritto di voto le percentuali sono diverse perché c’è da tenere conto delle piccolissime quote degli azionisti a seguito dell'iscrizione alle Borse americana ed italiana.

A Fiat Chrysler Automobiles spetta il 33,4 e a Piero Ferrari il 15,4%: questo grazie al premio concesso agli azionisti di lungo periodo concesso dal diritto olandese a cui la Ferrari oggi risponde, visto che la società dei bolidi rossi ha oggi sede legale in Olanda. Naturalmente il cuore della Rossa continua ad essere a Maranello e riguardo alle tasse nei mesi passati Sergio Marchionne, presidente Ferrari e amministratore delegato Fiat-Fca, ha detto che «Ferrari continuerà ad avere nazionalità e residenza fiscale italiane. Ferrari pagherà le tasse sui propri redditi come fanno oggi tutte le società fiscalmente residenti in Italia».

Il nuovo patto sarà efficace dall’inizio dell’anno e prima del “race” di Borsa italiana e ha una validità di 5 anni, rinnovabili per altri cinque se né Fiat né Piero Ferrari solleveranno dubbi in proposito.

Ma nel “Patto” c'è di più. Qualora la famiglia del fondatore pensasse di liberarsi della propria quota - sono milioni di euro l’anno di introiti - Exor degli Agnelli avrebbe il diritto di prelazione sulla quota in vendita, anche se si parla di un’ipotesi assolutamente teorica visto che Piero Ferrari al momento non intende lasciare l'azienda fondata dal papà.

Entro il 4 gennaio, dunque, ci sarà l'effettiva divisione di Ferrari dal gruppo automobilistico Torino-Detroit: in questo modo, fino a questa sera per quanto riguarda l’Italia, gli azionisti Fca riceveranno una azione ordinaria Ferrari per ogni 10 azioni Fiat possedute.

Se nei giorni scorsi l’ex presidente Ferrari Luca di Montezemolo era stato critico (“La Ferrari è diventata una sorta di bancomat della Fiat”, il suo pensiero) John Elkann è invece entusiasta dell'operazione: «Fiat e Fca hanno sostenuto lo sviluppo della Ferrari fino a farne una realtà che non ha eguali al mondo».

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