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Fermi allo Stato, accordo firmato

Fermi allo Stato, accordo firmato

Assunti dal Ministero 46 docenti e 9 Ata. Viale Martiri, meno spese per 2,5 milioni

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I docenti e il personale non docente dell'istituto Fermi dal 1° febbraio passano dall’amministrazione della Provincia al ministero dell'Istruzione.

Dopo la pubblicazione a novembre del decreto che autorizzava il ministero ad assumere 46 docenti e 9 unità amministrative finora in carico alla Provincia, ieri è stato sottoscritto a roma l'accordo che mette nero su bianco il passaggio a partire da febbraio.

Il presidente Muzzarelli, ricordando il lavoro svolto nei mesi scorsi in Parlamento dall'onorevole Manuela Ghizzoni nel rapporto con il ministero, sottolinea anche il ruolo del sottosegretario Davide Faraone: «Lo voglio ringraziare per essere riuscito a chiudere nei tempi concordati un passaggio che per la Provincia di Modena è importante anche dal punto di vista economico».

Il risparmio per l'ente modenese, infatti, è di circa 2,5 milioni all'anno. «Ora potremo destinare quella cifra - continua Muzzarelli - all'attività di gestione delle competenze principali che rimangono alla Provincia: dalla viabilità all'edilizia scolastica, nell'ambito della quale confermiamo l'impegno a qualificare ulteriormente gli spazi offerti dal Fermi".

Sono già in corso, infatti, i lavori di ampliamento nell'area a fianco dell'istituto. Con un investimento di oltre un milione e mezzo di euro viene realizzata una palazzina destinata a ospitare un polo per il sostegno e la ricerca nel settore agroalimentare, con un laboratorio d'analisi dedicato allo studio delle eccellenze modenesi, prima fra tutte l'aceto balsamico, a supporto del nuovo indirizzo di chimica, biotecnologie e materiali.

In tutto saranno realizzate otto nuove aule e tre laboratori per offrire maggiori spazi per le attività didattiche, per un totale di 200 alunni. La scuola attualmente ha oltre mille studenti.

«Si giunge a fine anno a un risultato importante per la Provincia - conclude il presidente - ottenuto con grande determinazione a conclusione di un percorso avviato nel 2007 con la statalizzazione dell'istituto scolastico, fiore all'occhiello del nostro territorio, che ha consentito di salvaguardare un patrimonio professionale importante. Se la scuola è un'eccellenza riconosciuta a livello nazionale, frutto di una visione lungimirante degli amministratori locali negli anni '50 e cresciuta nel corso del tempo, è merito soprattutto della qualità del personale che, in questo modo, ottiene le garanzie necessarie».

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