«Il doppione serve e costa solo 9mila euro»
Il Comune replica sui cartelli stradali: «Marrone per l’inizio del territorio, bianco per il centro abitato»
Il Comune di Sassuolo replica alle accuse mosse da molti da cittadini e da parte dell’opposizione per il “caso” della cartellonistica stradale doppia, installata alcuni giorni fa per sostituire la precedente dicitura in dialetto, in cui il nome della città è riportato due volte a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro: una scelta che sta facendo sorridere tanti sassolesi e ha dato spunto per numerosi fotomontaggi apparsi sul web nelle ultime ore.
«La spesa per i cartelli stradali - replica l’amministrazione - ammonta a 9mila e non a 70mila euro. I 70mila euro sono la spesa prevista per la realizzazione e l’installazione di portali con indicazioni turistiche che verranno realizzati nei primi mesi del 2016; portali che conterranno, oltre alle indicazioni di tipo turistico in diverse lingue, anche l’indicazione del gemellaggio con Irsina (cittadina della provincia di Matera, ndr) e il nome della città declinato nel dialetto locale (Sasol, ndr)».
Il Comune spiega, inoltre, i motivi che hanno portato alla rimozione della vecchia cartellonistica in cui oltre al nome in italiano vi era anche quello in dialetto: «La sostituzione di alcuni cartelli posti all’inizio e alla fine del centro abitato cittadino, oltre che ad inizio e fine del territorio comunale, è stata necessaria poiché quelli installati precedentemente (dalla vecchia amministrazione del 2010, ndr), che sono naturalmente stati rimossi, non erano in regola con il codice della strada».
Ma perché quel doppio “Sassuolo”? Ecco la spiegazione del Comune: «In alcuni punti della città l’inizio (o la fine) del centro abitato coincide con quello del territorio comunale: da qui il doppio cartello marrone (che indica l’inizio o la fine, se barrato, del territorio comunale) e bianco (che indica l’inizio o la fine, se barrato, del centro abitato)».
«Il codice della strada - commenta il sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni - impone l’indicazione d’inizio o fine territorio e del centro abitato e se, come in alcuni casi cittadini, le due cose coincidono impone il doppio cartello. Nulla di strano o di assurdo - conclude il sindaco Pistoni - semplicemente il mero rispetto delle regole».
Insomma la spiegazione c’è, ma quel doppione lascia comunque perplessi.
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