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Saldi dal 5 gennaio ma le svendite sono già iniziate

di Martina Stocco
Saldi dal 5 gennaio ma le svendite sono già iniziate

Via ufficiale solo col nuovo anno, ma nelle vetrine si notano i primi ribassi, in molti negozi i prezzi sono già dimezzati

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Nessuno ne parla, ma i cartelloni appesi sulle vetrine sono chiari: promozioni con sconti dal 30 al 50% nonostante i saldi partano ufficialmente solo il 5 gennaio.

Una realtà che non si limita alle piccole attività commerciali. A iniziare con le vendite promozionali, infatti, sono anche le grandi catene di abbigliamento. Anche tra i "big" le offerte oscillano tra le due percentuali. Natale è alle spalle, Capodanno è dietro l'angolo. Le feste per alcuni sono già terminate, per altri sono a metà. Tuttavia, per i commercianti è già tempo di bilanci. C'è innanzitutto da fare i conti con gli incassi. «Abbiamo registrato un leggero calo delle vendite rispetto allo scorso anno – hanno dichiarato numerosi esercenti - ma il dato è positivo».

Si gioca d’anticipo. Parlare di "saldi", per loro, può sembrare fuori luogo. I commercianti usano il termine "vendite promozionali". Una scelta dettata anche dal tempo, inteso come calendario e non come meteo. I saldi inizieranno ufficialmente il 5 gennaio e dureranno per settanta giorni. La fine è prevista per metà marzo, in prossimità della Pasqua. Le "vendite promozionali", nella maggior parte dei negozi, sono iniziate da un paio di giorni. Le riduzioni di prezzo sui prodotti oscilla da circa un terzo a metà del valore. Uno sconto che, di fatto, si avvicina molto più ai veri e propri saldi che non a vendite promozionali. In molti negozi non è difficile trovare la scritta “Promozione di Natale” anche dopo la Natività del Signore. «Per tutto il periodo di Natale - ha dichiarato una commessa - abbiamo fatto delle promozioni per invogliare le persone ad entrare e comprare. Anche se si parla di ripresa dei consumi è difficile per il nostro settore, l'abbigliamento, vedere un forte aumento delle vendite».

I numeri. Dati e strategie che sembrano in controtendenza con una recente rilevazione di Confcommercio Modena. Nell'indagine si parlava di «un Natale all'insegna della ripresa». In sintesi, emergeva che oltre sei operatori su dieci (il 61% per la precisione) dichiarava vendite stabili. In più di un caso su tre (38%) i partecipanti al "panel" ravvisavano un aumento delle vendite. In riferimento al settore specifico dell'abbigliamento, sei su dieci (il 60%) notavano una sostanziale stabilità. Le voci dei commercianti (almeno gli intervistati) sembrano non concordare del tutto. «L'andamento non è tragico - sostenevano alcuni di loro la prima settimana di dicembre - ma delle valutazioni ancora non se ne possono fare: è troppo presto. Dobbiamo aspettare la settimana prima di Natale. È lì che verranno fatti gli acquisti principali».

Sarà ripresa? Passato il 25 dicembre, sembra che la vera ripresa debba ancora arrivare. Budget ridotti comportano acquisti "mirati". Meglio puntare sull'utilità piuttosto che su altri fattori. La tendenza è stata riscontrata anche dai dati Confcommercio: quasi un operatore su quattro (il 23%) ha notato questa tendenza. La scelta dei commercianti di puntare su "vendite promozionali" può essere una risposta per avvicinarsi di più alle capacità economiche (o almeno alla propensione agli acquisti) dei clienti. «Gli acquirenti cercano prodotti italiani - hanno ripreso alcuni commercianti, intervistati prima di Natale - ma vogliono spendere poco, soprattutto accessori». L'andamento sembra confermato. Dopo Capodanno cominceranno i saldi veri e propri, previsti per Legge dal 5 gennaio. Sarà una nuova “cartina al tornasole” sulle risposte alla crisi.

Punti di vista. Lo sa bene anche Confesercenti. «Finalmente un Natale col segno più», queste le parole di un buon numero di commercianti modenesi, a commento del Natale 2015, appena trascorso. Dopo anni contrassegnati da dal calo degli affari, i dati raccolti dall'Osservatorio di Confesercenti Modena - su di un campione di oltre 150 MPMI del commercio e della ristorazione attive sia nel capoluogo che in provincia - evidenziano come le vendite nel periodo natalizio abbiano rispettato le previsioni di aumento rispetto a quello dello scorso anno. Su tutti, i generi alimentari, soprattutto tra quelli della nostra tradizione enogastronomica ed i prodotti tecnologici; ma anche il ritorno del regalo originale che indica un tendenziale abbandono dei comportamenti di consumo tipici dei tempi di recessione. Oltre alla corsa, come non si vedeva da tempo, all'acquisto che ha caratterizzato i giorni immediatamente prima del 25, vigilia compresa.

«È presto per parlare di vera ripresa dei consumi. Ma possiamo affermare che il Natale 2015 ha segnato una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi 7 anni. Il periodo Natalizio tradizionalmente tende a premiare le piccole attività soprattutto quelle specializzate ed innovative. E così è stato quest'anno, nonostante la concorrenza dell'e-commerce che sta drenando consumi sui prodotti più standardizzati e massificati, ma che ancora non riesce ad erodere quote a quelle imprese che basano la propria offerta su prodotti originali ed innovativi. Per questo non va lesinato, ma rafforzato il sostegno alle piccole e medie imprese che, oltre a tenere vive le vie delle nostre città assicurano una diversificazione dell'offerta, un valore vero per la nostra economia», conclude Confesercenti Modena.

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