«Scuola chef con Bottura ma ci serve la Regione»
CASTELFRANCO. Il progetto della scuola di Alta Cucina procede, a parlarne è proprio il sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini: «La gradita visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini...
CASTELFRANCO. Il progetto della scuola di Alta Cucina procede, a parlarne è proprio il sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini: «La gradita visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini rientra in un disegno di grande portata: partendo dall’istituto Spallanzani, fino a Villa Sorra, abbiamo mostrato le interconnessioni del polo formativo e industriale che caratterizza l’agroalimentare di Castelfranco. La proposta dello chef Massimo Bottura, circa la creazione di un corso specializzato in Alta Cucina, troverebbe qui la sua sede ideale, ma abbiamo bisogno del sostegno della Regione sotto diversi punti di vista e auspichiamo che questo incontro abbia creato l’humus ideale per la fase successiva, ossia lo studio di fattibilità».
Sono tanti gli attori coinvolti nel progetto: dall’istituzione scolastica, rappresentata dall’università di Modena e Reggio con lo Spallanzani, al Fai e le associazioni locali, passando da Comune, Provincia e Regione.
«Siamo in fase pre-embrionale - prosegue Reggianini - perché abbiamo le giuste idee, ma davanti a noi si staglia una mole di lavoro non trascurabile. Il coinvolgimento dell’Emilia Romagna è opportuno per varie ragioni: non è casuale il riconoscimento dello Spallanzani come capofila del polo regionale dell’agroindustria, data la sua capacità formativa e produttiva; con il corso di enogastronomia, che include ore di studio in tecniche agroalimentari, si riconosce l’importanza di competenze complete nella filiera di produzione alimentare, anche di alto livello. Inoltre la Scuola di Alta Cucina si predispone come ipotetico corso di formazione regionale di due anni, naturale proseguimento del diploma in enogastronomia, mentre si valuta addirittura la trasformazione in laurea triennale».
Lo scopo di questa operazione va oltre la sola volontà di restauro delle pertinenze di Villa Sorra: alla base giace la necessità di rendere produttiva una risorsa di grande valore, che attualmente rappresenta una voce di spesa importante, ma improduttiva. L’attrazione di un turismo enogastronomico, che offra anche formazione altamente qualificata, si profila come desiderio dell’amministrazione già a partire dallo scorso Expo.
«Non dimentichiamo che lo Spallanzaini si avvale di 100 ettari di terreno agricolo comunale adiacente al complesso di Villa Sorra - conclude il sindaco - che in un’ipotesi di avanzamento lavori del corso di Alta Cucina, saremmo disposti a mettere a disposizione degli studenti. Si sta valutando anche l’apertura a start-up agricole, a dimostrazione del fatto che vogliamo creare movimento e valorizzare a pieno le risorse del Modenese che produce circa il 60% dell’intero comparto IGP della regione».
Le tempistiche per il progetto si spalmano sui prossimi anni, a partire dallo studio di fattibilità, che concerne sia l’aspetto strutturale dell’impianto di Villa Sorra, con un’importante ristrutturazione, sia la parte burocratica con l’istituzionalizzazione del corso di studi.
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