«Smog? La colpa è dell’inceneritore»
Sandra Poppi: «È inutile che il Comune lo voglia escludere, l’impianto è tra le cause principali dell’inquinamento dell’aria»
Mentre a Roma si decidono le sorti del nostro clima cittadino, ovvero quali e quanti stanziamenti potranno essere erogati e quali misure potranno essere adottate per ovviare alla grande emergenza dello smog e delle polveri sottili in particolare, a Modena torna a tenere banco la polemica sull’inceneritore.
Sandra Poppi del Comitato Modena Salute Ambiente interviene ritenendo l’inceneritore di Modena uno dei grandi responsabili di questo inquinamento. Il suo intervento parte proprio dalle affermazioni dell’assessore all'ambiente Giulio Guerzoni, che invece sosteneva, come abbiamo riportato che, in base al piano e a quanto detto dagli esperti «l'inquinamento da inceneritore non incide per nulla sulla qualità dell'aria che respiriamo. Ciò che dobbiamo monitorare, oltre al traffico, sono le aziende e il riscaldamento». Sandra Poppi sostiene che sono affermazioni che «contrastano in modo netto e preciso con i dati forniti da Arpa e da Hera, oltre che a qualsiasi evidenza tecnico-scientifica. Per cui nascono forti dubbi di competenza e coerenza nelle affermazioni dell'assessore».
Sandra Poppi quindi spiega quanto sia inquinante l’inceneritore: «Intendiamoci, è necessario chiedere limiti ai cittadini sulle loro attività-consumi inquinanti (auto - riscaldamento ecc.) mettendo in discussione stili di vita, consumismo ecc. E non tutto l'inquinamento viene dall'inceneritore, ma coerenza vorrebbe guardare in casa propria prima di chiedere limitazioni agli altri. E invece quando le medesime considerazioni-limitazioni vanno a toccare scelte fatte dai suddetti amministratori, scatta una sorta di muro del silenzio, appunto “l'innominabile inceneritore”».
«L'inceneritore di Modena è situato a soli 3.6 km in linea d'aria da Piazza Grande, direzione Nord - spiega il Comitato - è il più grosso forno singolo, e di conseguenza la più grossa fonte inquinante singola, della intera regione Emilia Romagna.È alto come circa come la Ghirlandina, 80 metri. Ogni anno emette e disperde in ambiente oltre 2 (due) miliardi di metri cubi di “emissioni inquinanti” e tonnellate su tonnellate degli inquinanti. Per rendere meglio l'idea si tratta di circa 240mila metri cubi/ora emessi, ovvero quello che esce dall'inceneritore riempie di emissioni inquinanti l'intero volume dello stadio Braglia gradinate e tribune comprese, ogni ora di ogni giorno dell'anno. La sua area di ricaduta principale arriva praticamente su tutto il Comune di Modena, e sui sei Comuni della cintura Nord : Campogalliano, Soliera, Bastiglia, Bomporto, Nonantola e Castelfranco».
«Per quanto riguarda l'aspetto quantitativo - conclude Sandra Poppi - a parte la quota che resta intrappolata nei filtri, circa il 30 %, il resto viene espulso in aria, quindi stiamo parlando di circa 120-130mila tonnellate anno (2014) espulse. L'impianto inquina e tanto e il Sindaco e chi gestisce/controlla l'impianto dovrebbe, limitarne l'uso e adottare tecniche diverse per una veloce dismissione dell'incenerimento dei rifiuti. Altrimenti dobbiamo pensare che sia solo soggetto a logiche di mercato e non sia più sotto il controllo degli amministratori locali. Chi comanda Hera e con che logiche?».
Duri interventi anche da Lega, Forza Italia e Prc.
La Lega: «Hera deve smettere di fare cassa con i rifiuti ma lo sappiamo bene che ormai che il problema dell’inceneritore è che più brucia più guadagna».
Forza Italia: «Ci sono diverse cose da fare per prevenire la situazione che si è creata: dagli incentivi alle aziende che producono abbassando le emissioni, agli aiuti per chi sceglie impianti a pannelli solari, fino al rinfoltimento boschivo delle zone in disuso della città ».
Prc: «Bisogna investire nella mobilità sostenibile, nelle rinnovabili e nella messa in sicurezza del territorio. Sostenendo le industrie che investono in innovazione e ricerca».
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