Tasse stabili, a parte la Tari, ma a crescere è l’inflazione
La stima del Codacons: «Il prossimo anno le famiglie spenderanno in media per i consumi abituali circa 550 euro in più». Confesercenti: «Siamo cauti, per i carburanti ci attendiamo una riduzione»
A Modena con il brindisi di Capodanno non aumenteranno le tasse locali - se si esclude la tariffa relativa alla Tari riscossa da Hera - ma lo stesso la famiglia tipo italiana, quindi anche quella modenese, si ritroverà a pagare una media di 551 euro in più. Come è possibile tutto ciò? La stangata per le famiglie italiane l'ha calcolata nei giorni scorsi una ricerca della Codancons, associazione di tutela dei consumatori, secondo la quale questo esborso in più è da attribuire in particolare all'aumento dell'inflazione. Ma non solo. Tra balzelli alle tariffe e aumenti dei prezzi, ogni famiglia, infatti, quest'anno dovrà sborsare circa 840 euro in più rispetto all'anno appena trascorso. Ci sono anche buone notizie - come l'annuncio per il 2016 della cancellazione della Tasi sulla abitazione principale ma il saldo tra entrate e uscite dal portafoglio privato porta appunto a 551 euro in più a famiglia. Non poco, visto che la crisi economica, pur attenuata per molti, non è ancora finita. Prova ne è l'aumento dell'inflazione calcolata dagli analisti in un +1%, cifra che causa la crescita dei prezzi al consumo per un totale medio a famiglia di circa 289 euro. Ma appunto ci sono anche buone notizie visto che la Legge di stabilità appena approvata prevede che i comuni non possano aumentare le tasse locali e inoltre scende anche il canone Rai che passa con l'entrata in bollette da 113 a 100 euro rateizzati. E poi con gennaio la famiglia tipo vedrà anche un risparmio di 57 euro, frutto del calo di luce (-1,2%) e gas metano (-3,3%). Sul tema della ricerca Codacons interviene Confersecenti Modena.«Difficile dire se i calcoli fatti dal Codacons rispetto gli aumenti per il prossimo anno siano azzeccati o meno. Posti così fanno sicuramente riflettere, ma riteniamo che la previsione forse sia un po’ prematura considerando in primo luogo anche i ribassi in materia energetica, a partire da inizio 2016. Ragionando sull'inflazione, quella programmata dal Ministero dell'economia e delle finanze (Mef) per il 2015 era pari allo 0,3%. Tuttavia a fine anno risulterà inferiore dello 0,1% come per altro certificato dall'Istat. Rispetto all'anno prossimo invece le previsioni del Mef indicano un incremento dell'inflazione dell'1%, ma se consideriamo l'andamento degli ultimi mesi - ad esempio a novembre avevamo un -0,4% su ottobre – ciò che emerge è ancora una tendenza alla deflazione che rende poco realistica la previsione del Mef dell’1%».
Continuano i vertici dell'associazione di categoria: «Ciò al momento fa apparire un pizzico sovrastimanti i valori espressi dal Codacons in termini di maggiori spese. Inoltre per ora non risultano stime d'incremento di costo per i prodotti extralimentari al dettaglio data l'assenza al momento di ipotesi di incremento per i prezzi dei prodotti all'ingrosso. Così come per i generi alimentari in generale non sono attesi aumenti, tendenzialmente fermi, senza contare la deflazione in atto su certi prodotti. Quanto ai pubblici esercizi, bar in testa, i prezzi volgono allo stabile e non c'è in previsione alcun incremento della tazzina del caffè. Infine per quel che riguarda i carburanti per autotrazione, la tendenza in atto per ora è quella di una riduzione dei prezzi».
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