Botti di Capodanno I Comuni si dividono
Botti di fine anno, sì o no? L’Appennino si divide, con tre Comuni che vanno in controtendenza dicendo no. Si parte da Pavullo, che ha emanato un’ordinanza con la quale si vietano i petardi fino 6...
Botti di fine anno, sì o no? L’Appennino si divide, con tre Comuni che vanno in controtendenza dicendo no. Si parte da Pavullo, che ha emanato un’ordinanza con la quale si vietano i petardi fino 6 gennaio al di fuori delle manifestazioni autorizzate.
«Con l’ordinanza, che è valida per i luoghi pubblici e per i luoghi privati nei quali potrebbero verificarsi ricadute dei lanci – precisa il Comune - si intende prevenire sia la possibilità di danni fisici per chi maneggia botti o ne può venire colpito, sia l’incolumità degli animali. L’amministrazione di Pavullo – si precisa - consapevole che il solo divieto è insufficiente, si appella al senso di responsabilità di ognuno».
Per i trasgressori, multa da 25 a 500 euro. Niente botti neanche a Polinago, con annessa polemica. L’opposizione infatti in una nota esprime dubbi su un’ordinanza emanata il 4 dicembre che ha consentito però lo spettacolo pirotecnico dell’8: «È dunque un’azione legata ad una reale sensibilità nei confronti del benessere animale e di riguardo alla pubblica incolumità, o solo di facciata?» si chiedono Simona Magnani e Armando Cabri.
«È una regolamentazione generale – ribatte il sindaco Tomei – per dare indicazioni per le feste come anche quella dell’Immacolata, non solo per il Capodanno, per questo non c'è una scadenza».
Niente botti neanche a Prignano, «ma in base già a un regolamento di polizia urbana che risale a fine 2014», spiega il sindaco Valter Canali.
A Serramazzoni invece si punta sulla responsabilità: «Abbiamo pensato anche noi ad un’ordinanza - sottolinea l’amministrazione - e concordiamo che gli eccessi vadano puniti. Comprendiamo anche gli allarmi, ma siamo convinti che per scoraggiare i comportamenti sbagliati le ordinanze dei sindaci abbiano un effetto limitato, mentre è fondamentale il senso civico».
Posizione condivisa anche dal sindaco di Sestola Marco Bonucchi, e dagli altri paesi che si appellano al buonsenso.
Daniele Montanari
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