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«L’inceneritore non dà problemi»

«L’inceneritore non dà problemi»

Hera replica alle accuse. Bonaccini: «Serve buon senso da parte di tutti, come per la differenziata»

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Altra giornata con lo smog a farla da padrone. Dopo il dibattito sulla concentrazione delle polveri sottili, che ha indotto i modenesi a chiedere misure di emergenza non solo per le auto ma anche per l’inceneritore, è Hera ad uscire allo scoperto.

«Dal punto di vista delle emissioni, e in particolare della concentrazione di polveri sottili - spiega la multiutility - fonti autorevoli evidenziano che l'incenerimento di rifiuti rappresenta di gran lunga la fonte meno significativa. Nel caso delle polveri, i contributi più significativi sono, infatti, associati a traffico veicolare, riscaldamento residenziale e processi di combustione con contatto, mentre il settore “terziario”, di cui fanno parte gli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, rientra tra i comparti meno significativi. Per quanto riguarda gli impianti di termovalorizzazione del Gruppo Hera, compreso quello di Modena, gli investimenti messi in campo negli anni li hanno dotati delle migliori tecnologie disponibili e di avanzati sistemi di trattamento per ridurre al minimo le sostanze prodotte dalla combustione. Nel 2014, in particolare, le emissioni sono state inferiori dell’86% ai limiti di legge. Grazie a un sistema di monitoraggio continuo, inoltre, tutti i principali parametri delle emissioni prodotte sono analizzati ogni 40 secondi, memorizzati, trasmessi agli enti di controllo, pubblicati e aggiornati ogni mezz’ora sul sito web del gruppo, visibili a chiunque. Questo è il sistema di controllo che Hera ha adottato nei propri impianti per garantire la massima trasparenza su un tema molto sentito dalle persone e sul quale è necessaria un'informazione approfondita».

Ieri è stata anche la giornata del vertice a Roma col Governo per chiedere misure ulteriori per contrastare l’inquinamento: «Dobbiamo convincere i cittadini - spiega il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - che da un lato sono giuste le politiche sul trasporto collettivo, sulla rottamazione che aiuta anche l'economia, sugli sconti per prender i mezzi pubblici. Ma, come per la raccolta differenziata la sensibilità dei cittadini ha fatto la differenza, dobbiamo far capire che se vogliamo vincere questa sfida, servono comportamenti virtuosi da parte di ognuno di noi. È un discorso di buon senso che non ha appartenenze politiche. È necessario pensare ad un fondo straordinario per tutto ciò che serve per rottamare le auto più inquinanti, un fondo che dovrà avere una posta certa, a cui le Regioni dovranno contribuire per come potranno fare. Incentivare la sostituzione mezzi è importante per ridurre le emissioni. È importante aver stabilito che ognuno non farà più da sè ma potrà adottare misure omogenee nei provvedimenti contro lo smog sui territori, attraverso scelte strutturali che dicano che siamo tutti insieme impegnati per lo stesso obiettivo».

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