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«Nido Blu non crolla, ma mancano iscritti»

«Nido Blu non crolla, ma mancano iscritti»

Castelnuovo. L’assessore Baldazzini smentisce i timori: «L’attività è sospesa per questioni di numeri»

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CASTELNUOVO. Voci di corridoio serpeggiano in merito alla chiusura del Nido Blu di Castelnuovo, con teorie che spaziano da fantomatici tetti che crollano a pezzi, mettendo a repentaglio la salute dei bambini e delle educatrici, fino a ipotesi su presunti tagli ai fondi pubblici per l’istruzione. Ma le reali motivazioni per cui lo storico asilo nido di via Fermi non ha aperto i battenti quest’anno sono in realtà state chiarite dall’assessore all’Istruzione Sofia Baldazzini.

«L’apertura del Nido Blu è stata momentaneamente sospesa per una scelta gestionale a causa dell’ingente calo di iscrizioni che si è verificato progressivamente negli ultimi anni. Fortunatamente a Castelnuovo siamo dotati anche del Nido Azzurro di via Caravaggio, una struttura nuova e alla portata, dove abbiamo fatto confluire tutti i bambini in graduatoria, apportando semplici modifiche alla tipologia delle sezioni e di conseguenza ai turni del personale».

Attualmente il Nido Azzurro ospita quattro sezioni da 9 a 36 mesi, alcune delle quali sono state ampliate, sempre entro i termini di legge, per adeguarsi alla nuova esigenza: la sezione part time, ad esempio, è diventata “Part Time misto”, dove alcuni bimbi effettuano orario completo. La situazione appare così sotto controllo, resta solo il dubbio sulle leggende metropolitane che spopolano in paese.

«Pensavamo che la riunione di inizio corso bastasse a informare i genitori coinvolti - prosegue la Baldazzini - motivo per cui non abbiamo pensato a dichiarazioni pubbliche o news sul sito. Tuttavia, visto l’accaduto, riteniamo opportuno che la popolazione sia adeguatamente informata».

Il Nido Blu, quindi, è chiuso solo temporaneamente e si resta in attesa delle prossime graduatorie, che saranno pubblicate in aprile sulla base delle iscrizioni aperte dall’Unione Terre di Castelli fino a marzo: in base al numero di richieste sarà valutata la riapertura, che comporta costi di gestione molto alti, sia a livello di struttura che di personale, e non può essere ripagata se il numero di iscritti non raggiunge il minimo previsto. Il calo delle iscrizioni è un fenomeno sempre più diffuso, collegato alla situazione economica. La retta massima per tutta l'Unione Terre di Castelli è di 436 euro mensili per l’orario full time: sono sempre meno le famiglie che sono in grado di sostenere un impegno costante di tale portata.

Agnese Facchini

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