Tecnopolo, stoccate sui meriti del progetto
Spilamberto. L’ex sindaco Lamandini: «Un peccato non ricordare tutti coloro che si sono impegnati»
SPILAMBERTO. Il Tecnopolo dell’Unione in via Bachelet non è stato inaugurato neanche da un mese e già c’è chi mette “i puntini sulle i” per ricordare che il risultato è stato raggiunto, è stato possibile grazie a una precisa volontà politica e al lavoro di squadra. Ad affermarlo è stato l’ex sindaco di Spilamberto, Francesco Lamandini, che ha detto tra l’altro con una piccola stoccata a Umberto Costantini: «(Il Tecnolpolo non è stato) il frutto di un sindaco geniale, ma di un lavoro cooperativo con una regia politica… Il Tecnopolo di Modena presso l’Unione è stato realizzato a Spilamberto grazie al finanziamento del Programma Por-Fesr della Regione e al contributo dei Comuni dell’Unione e della Fondazione di Vignola. (L’idea di un Tecnopolo) parte dalla Sipe e dalla sua parabola storica. Nella seconda metà degli Anni 90 si cominciarono a gettare le basi sia della bonifica sia dell’idea di Parco scientifico. In quegli anni erano sindaci Gozzoli (Spilamberto), Quartieri (Vignola) e Calzolari (Savignano). Tutti sindaci appartenenti ai Ds. Come punto di riferimento, prima in Provincia poi in Parlamento, Paola Manzini. Negli anni seguenti, oltre al sindaco Gozzoli e ai nuovi sindaci Adani (Vignola) e Fornari (Savignano), e assieme alla Provincia, si raggiunse un accordo con la proprietà proprio per la realizzazione di un Parco scientifico e tecnologico. Per questa operazione si creò il Consorzio Sipe. Il quinquennio 2004-2009 (sindaco di Spilamberto Lamandini, oltre a Fornari e a Adani) è il periodo in cui si cerca di realizzare l’intero progetto. Ma complice la debolezza della proprietà privata e dell’arrivo della crisi mondiale il progetto prima si arena e poi finisce in tribunale. In quegli stessi anni però la Regione comincia a sua volta ad investire in una rete di Parchi scientifici e tecnopoli (tra cui Spilamberto), assieme alle Università. Contemporaneamente si realizzò la fusione tra Democenter e Consorzio Sipe. Nel quinquennio 2009-2014, con l’annullamento del progetto per il Parco scientifico, i sindaci Caroli (Savignano), Lamandini (Spilamberto) e Denti (Vignola) riuscirono a mantenere il progetto del Tecnopolo sulle Sipe. E contemporaneamente lo fecero diventare un progetto dell’Unione. Si fa torto al lavoro di 8 sindaci, di 12 Consigli comunali, della Provincia e della Regione, di Paola Manzini, oltre ai sindaci dell’Unione, tenere nascosti questi anni che hanno portato oggi al Tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli a Spilamberto». (m.ped.)
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