Gazzetta di Modena

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Un malore ha stroncato l’antiquario Camellini

di Adriano Arati
Un malore ha stroncato l’antiquario Camellini

Titolare dell’omonima galleria si era sottoposto a una operazione ortopedica Decorso regolare poi l’i mprovvisa tragedia. Aveva 67 anni. Stamane il funerale

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Esperto di antiquariato, viaggiatore, appassionato di Africa. Un uomo conosciutissimo in tutta la vallata del Secchia, che ha lasciato un segno importante a Sassuolo e Scandiano. Mercoledì è morto alla clinica modenese Villa Hesperia il 67enne antiquario Roberto Camellini, titolare dell’omonima galleria di Sassuolo, una delle più importanti a livello regionale e dell’intero Nord Italia. E volto noto per Scandiano, dove ha vissuto a lungo con la famiglia e dove ha iniziato la sua attività come antiquario. Al territorio scandianese era ancora molto legato, tanto da aver scelto come propria casa principale San Ruffino. E sarà proprio qui che questa mattina verrà officiato il funerale. La cerimonia verrà officiata alle 10.30 nella chiesa di San Ruffino a Scandiano, per proseguire al termine al cimitero locale per la sepoltura. Camellini si trovava a Villa Hesperia per un intervento ortopedico agli arti inferiori in programma nella mattinata del 30 dicembre. L’operazione era andata bene e la situazione sembrava tranquilla, ma poi è arrivato un malore – forse un improvviso problema cardiaco o circolatorio – e il 67enne è morto nel giro di poche ore nonostante l’intervento immediato dei medici. La notizia ha iniziato a circolare rapidamente fra Sassuolo, dove gestiva con le figlie Elena ed Elisa l’ormai storica galleria di via XX Settembre, e Scandiano, dove aveva ancora legami forti. Ed ha lasciato parecchia amarezza, perché nel periodo festivo i contatti con gli amici erano stati tanti e lo stesso Roberto appariva in buona forma e di buon umore anche in vista dell’intervento. La scomparsa è arrivata davvero come una mazzata dal nulla. Quella di Camellini è stata una vita avventurosa, in continua crescita professionale. Nato nel modenese, dopo un breve tentativo nel calcio e i primi lavori come operaio ceramico, ancora giovane ha cercato di trasformare la sua grande passione per l’antiquariato in un lavoro, aprendo la galleria nel 1971 e diventando coi decenni uno dei principali riferimenti per il settore. Dopo il matrimonio si era trasferito a Scandiano, paese natale della moglie, e qui sono nate le due figlie Elena ed Elisa. Oltre vent’anni fa, dopo la separazione e la nuova relazione con l’attuale compagna Brunella Vandelli, era tornato a Sassuolo, pur senza tagliare tutti i ponti e anzi mantenendo costanti contatti con la sponda reggiana della vallata del Secchia. Amante dei viaggi, ha girato a lungo per il mondo con numerose tappe in Africa, in particolare in Kenia dove si è anche impegnato in iniziative benefiche. Alcuni anni fa, aveva voluto mettere nero su bianco la sua storia, dagli esordi avventurosi sino alla grande realtà consolidata odierna, e il risultato era il libro di Nunzia Manicardi “Amori, passioni e segreti di un grande antiquario”, uscito per le edizioni Il Fiorino. Camellini era ormai un’istituzione sassolese e per tutto il comprensorio, una delle eccellenze nel settore dell’antiquariato e del restauro di mobili, arredi e opere d’arte, specializzato nel periodo fra il 1400 e il 1700. In questo ambito era considerato un’autorità a livello nazionale, e la galleria è sempre stata una presenza importante nelle principali mostre italiane ed europee, sia per mostrare la propria collezione sia i vari servizi di consulenze per restauri, arredamenti, perizie, stime e divisioni di beni. Con il passare del tempo le due figlie lo avevano progressivamente affiancato, Elena come responsabile della galleria ed Elisa nella gestione amministrativa dell’impresa.

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