I profughi al “Biscione”? Il Comune boccia l’ipotesi
L’assessore Depietri: «La cooperativa L’Angolo che si occupa della collocazione dovrà prima condividere con il Comune il luogo dove potranno essere ospitati»
Non sono ancora arrivati in città, ma una delle collocazioni in cui potrebbero sistemati fa già discutere e ha sollevato la protesta di un intero quartiere. Il Comune, nelle scorse settimane, si è infatti dichiarato disponibile a ospitare alcuni profughi provenienti da territori del mondo teatro di guerre, come il Medioriente o l’Africa. Se prima del terremoto erano sedici i profughi ai quali l’amministrazione forniva accoglienza, a oggi non si sa ancora quale sarà il numero preciso dei prossimi in arrivo a Carpi. Nell’elenco di alloggi dove potranno essere sistemati gli ospiti, fornito dalla cooperativa L’Angolo, incaricata della loro collocazione, ci sono anche appartamenti situati in via Unione Sovietica, nel cosiddetto “Biscione”. Un condominio finito più volte sotto i riflettori, sia per gli interventi effettuati nei mesi scorsi dalla polizia municipale, che hanno portato al sigillo di alcuni appartamenti che, nonostante la inagibilità per mancanza dei requisiti igienico-sanitari, venivano impiegati come ricoveri o bivacchi di fortuna da parte di soggetti non residenti. Nel quartiere, inoltre, le morosità si moltiplicano e ci sono tre diversi luoghi di culto frequentati da nordafricani e pakistani. Se i profughi venissero sistemati qui, insomma, c’è chi sostiene che si creerebbe una cosiddetta “bomba sociale”. Per questo, l’amministrazione, una volta venuta a conoscenza della possibile collocazione al Biscione si è opposta con fermezza a questa decisione e ha preteso un incontro a breve con la cooperativa.
«La cooperativa L’Angolo ha appena ricevuto l’incarico di occuparsi dei profughi dalla Prefettura. – afferma l’assessore Daniela Depietri – allo stesso tempo ci ha confermato che non ha ancora preso decisioni definitive sulla collocazione. Noi, io e il sindaco, abbiamo detto loro che non possono sistemare nessuno dei profughi se prima non c’è un tavolo in cui ci si mette a sedere e si decide congiuntamente il da farsi. Noi, infatti, potremmo non ospitare profughi perché siamo nel ‘cratere’ sismico, ma credo che sia dovere dell’Unione rendersi disponibili a fornire accoglienza. Questo, naturalmente, stando alle regole di una decisione condivisa. L’angolo ha indicato più strutture in cui potrebbero essere ospitati i profughi e tra queste ci sono appartamenti al Biscione: io e il sindaco ci siamo opposti con fermezza a questa scelta. E, in aggiunta, la Prefettura ha sempre detto alle cooperative sociali che devono prendere contatto alle amministrazioni: penso, quindi, che passate le feste natalizie parleremo con i referenti della coop. Sottolineo che noi non diciamo no ai profughi, diciamo no a collocarli al Biscione. E non sappiamo ancora quanti ne arriveranno», conclude Depietri.
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