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Modena e l'allerta smog: Non a giorni alterni

di ENRICO GRAZIOLI
Modena e l'allerta smog: Non a giorni alterni

La pioggia, qua e là la neve, di ieri e forse di domani cancellerà dai titoli di apertura dei tg l’emergenza smog, speriamo non dalle agende di chi governa (e ha pensato sotto...

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MODENA. La pioggia, qua e là la neve, di ieri e forse di domani cancellerà dai titoli di apertura dei tg l’emergenza smog, speriamo non dalle agende di chi governa (e ha pensato sotto Natale che facendo andare le auto a 30 km orari nelle città qualcosa si risolva). Speriamo perché sotto emergenza si ragiona e si reagisce di solito male, con l’ansia di mettere una pezza e nulla più.

Si compulsano i Pm10 come le percentuali di voto che variano da una proiezione di voto all’altra. Si tende a dire ciò che si è fatto (non importa se non ha dato risultati accettabili) e ciò che non ha fatto chi avrebbe dovuto. Si abbozzano interventi, comunque discutibili perché nessuna misura singola in sé risolve alcunché e quindi si presta alla facile contestazione.

L’inquinamento invece ha altri tempi, lunghi, lunghissimi, inesorabili: non si concede pause, anche se passa una perturbazione o un anticiclone si sposta un po’ più in qua, avanza fino a prenderci alla gola, ai polmoni, ai tessuti più fragili del nostro corpo e del nostro modo di vivere. A ciascuno di noi s’impone una riflessione e uno sforzo per modificare comportamenti, abitudini, scelte: che una per una sono pulviscolo, ma tutte insieme formano una cappa di disinteresse verso le sorti dell’ambiente e quindi di noi stessi che inconsapevoli ne abusiamo.

A chi ha in mano le sorti e la guida del nostro vivere insieme, compete un cambio di strategia e gerarchie non più rimandabile. Non la compilazione di un catalogo di divieti, o non semplicemente quello. Ma con l’avvio di una politica di sostegno e incentivo a ogni possibile passo dei cittadini nella direzione di quel vero cambiamento. Mobilità civile (più che sostenibile) a partire dai trasporti pubblici in stato comatoso quasi ovunque.

Ma anche impianti da rinnovare per contenere emissioni e l’elenco dei possibili campi d’azione sarebbe sterminato. L’importante è che il “bollino verde” stia in cima a ogni atto amministrativo come a ogni gesto privato: non a giorni alterni come le targhe, né solo per comandamento Ue. Altrimenti continueremo a dire: non piove, governo ladro e cittadino complice. Tossendo un po’, un po’ di più. Ogni giorno, ogni anno.

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