Salva l’amica e i due figli dall’intossicazione
Mirandola. La donna e i ragazzi stanno male per il monossido della caldaia e lo chiamano al telefono
MIRANDOLA. È da poco passata la mezzanotte di venerdì quando una mamma di 37 anni e i due figli di 10 e 15 si sentono male: accusano giramenti di testa e conati di vomito. Non sanno che fare e la donna sceglie di allertare un amico al telefono. Lui intuisce che non può trattarsi soltanto di un malore temporaneo, si precipita nell’appartamento di via Castelfidardo e sale fino al quarto piano. Quando la porta si apre è ormai chiaro cosa stia accadendo: ci si trova di fronte ad un’intossicazione da monossido di carbonio. L’uomo non chiede neppure ai tre come si sentano, ma decide di correre alle finestre per spalancarle e arieggiare l’abitazione, di proprietà di Acer. Un intervento lampo, ma decisivo per evitare una tragedia che si sarebbe potuta consumare di lì a poche ore. E mentre l’amico presta i primi soccorsi, lancia anche l’allarme ai vigili del fuoco di San Felice e alle ambulanze del 118. I sanitari arrivano dal vicino ospedale Santa Maria Bianca, trattano sul posto la mamma con i suoi due ragazzini e poi decidono di indirizzarli verso l’ospedale di Fidenza. È lì che c’è una struttura specializzata per i trattamenti contro le intossicazioni di monossido ed è lì che la famiglia verrà visitata e sottoposta ad accertamenti. L’intossicazione è stata forte, ma non corrono pericoli di vita.
Nel frattempo la squadra dei vigili del fuoco di San Felice inizia le analisi. Con la strumentazione in dotazione analizzano l’aria e riscontrano da subito una leggera presenza di monossido. È ormai passata quasi mezzora da quando le finestre sono state spalancate, ma la rilevazione positiva evidenzia come il rischio di intossicazione fosse altissimo. Si passa poi alle cause della saturazione degli ambienti e si arriva alla caldaia. L’impianto ha evidentemente dei problemi tant’è vero che viene fatto arrivare un tecnico specializzato di Aimag. Spetterà a lui “piombare” il contatore, evitando così ulteriori fughe di gas. Ma fino a quando la caldaia non tornerà a funzionare in modo corretto l’appartamento al civico 79 resterà inaccessibile sia per ragioni di sicurezza che di abitabilità. Impossibile, infatti, pensare di vivere in una casa senza riscaldamento né acqua calda.
Scatta così la seconda fase dell’intervento, deputata ai carabinieri di Mirandola - intervenuti sul posto fin dal primo allarme e ora impegnati nella relazione - e ai Servizi Sociali del Comune. Si cerca infatti una sistemazione temporanea per la famiglia appena sarà dimessa dall’ospedale di Fidenza.
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