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'Ndrangheta, 16 arresti, spunta di nuovo Aemilia

'Ndrangheta, 16 arresti, spunta di nuovo Aemilia

Tre delle persone coinvolte nella nuova inchiesta di Catanzaro saranno processate a giorni per l'infiltrazione nel nostro territorio

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MODENA. Tra i destinatari di misure di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Catanzaro contro esponenti della cosca Grande Aracri, ci sono anche Alfonso Diletto, Francesco Lamanna e Romolo Villirillo: i tre sono individuati come promotori dell'associazione contestata nell'inchiesta "Aemilia" della Dda di Bologna. Per loro in questo versante inizierà l'11 gennaio il processo in rito abbreviato, così come per Nicolino Grande Aracri, che in Emilia-Romagna non risponde di associazione di tipo mafioso, ma di "reati fine", con l'aggravante di aver agito per agevolare l'associazione medesima.
   Nelle imputazioni di Catanzaro viene confermata l'esistenza di un'organizzazione autonoma in Emilia. Lamanna e Diletto, ad esempio, sono definiti entrambi al vertice dell'organizzazione di 'ndrangheta operante in Emilia-Romagna, con autonomia di azione e decisione.

C'è anche un omicidio. L'indagine dei militari ha consentito di far luce sulle attività intimidatorie e predatorie del clan, compreso l'omicidio di un vecchio boss del crotonese esponente di spicco della vecchia guardia 'ndranghetista.

A partire dal 2010, i militari del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di crotone e gli omologhi del comando provinciale di catanzaro, hanno scandagliato minuziosamente attività ed eventi delittuosi commessi a partire proprio dal 2004 e perpetrati sino a tempi recenti.
Un lavoro lungo e assai complesso, fatto di intercettazioni telefoniche e ambientali, raccolta di testimonianze e riscontri sul campo, ha permesso agli investigatori e all'autorità giudiziaria inquirente di ricostruire un quadro analitico di ruoli e responsabilità di quello che è, a tutti gli effetti, uno dei gruppi malavitosi più aggressivi sul territorio.
Tutti i nomi. Ecco i nomi degli arrestati. Dei 16 destinatari di provvedimenti cautelari odierni, in sei si trovavano in stato di libertà: due (Grazia Veloce e Esterino Peta) sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri 4 (Antonio Grande Aracri, fratello di Nicolino, Rocco Corda, avvocato, nonchè Salvatore Scarpino e Giuseppe Altilia) si sono aperte le porte della casa circondariale di catanzaro.
Altri dieci soggetti (Nicolino Grande Aracri, Angelo Greco, Gennaro Mellea, Francesco Lamanna, Alfonso Diletto, Vito Martino, Romolo Villirillo, i cugini Pasquale e Michele Diletto, Giuseppe Celi) erano invece in stato di detenzione presso le carceri della stessa Catanzaro, oltre che di Milano, Oristano, Sassari, Spoleto, Taranto, Torino e Viterbo, in virtù dei già detti fermi del gennaio 2015 o delle ordinanze cautelari attuate nella ricollegata indagine 'Aemilia', condotta dai carabinieri dell'emilia romagna sotto la direzione della dda di Bologna.
Su ulteriori personaggi sono stati raccolti elementi tali da configurare responsabilità di rilievo, pur in assenza di presupposti che consentissero l'adozione di provvedimenti cautelari.

Nella foto Nicolino Grande Aracri
 

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