A Carpi: «Adottate famiglie in crisi pagando loro il dentista»
L’iniziativa a Carpi nata per andare incontro all’aumento di richieste di aiuti sanitari. Il Comune lo scorso anno ha speso 360mila euro per sostenere i poveri
CARPI La nuova frontiera dei Servizi Sociali del Comune si chiama “beneficenza canalizzata”. Una denominazione fredda e tecnica dietro la quale sta un’idea a suo modo innovativa, soprattutto per un municipio. «Abbiamo constatato - spiega l’assessore - che tante famiglie hanno problemi economici seri per quanto riguarda la soluzione di questioni sanitarie a cui la risposta più rapida ed efficace arriva pagando. Pensiamo ad esempio alle cure dentistiche. Tanti genitori in crisi economica, ad esempio, chiedono aiuti per pagare l’apparecchio ortodontico ai loro figli. Si tratta di presidi medici, come noto, molto cari e le famiglie, alle prese con affitti e cassa integrazione, faticano a sostenere queste spese. Così abbiamo deciso di studiare un progetto per dare la possibilità a chi vuole fare beneficenza di “canalizzarla” verso chi ne ha concretamente bisogno. Insomma il denaro sarebbe utilizzato in modo certo per pagare la parcella al dentista - spiega De Pietri - senza che vi sia un euro di spreco».
L'INIZIATIVA La filosofia dei Servizi Sociali, insomma, sta sempre più prendendo la strada della condivisione, nel senso che i cittadini che hanno di più vengono sensibilizzati a dare un contributo ai più sfortunati. Si pensi al progetto diventato realtà contro lo spreco di cibo.
«I risultati che stiamo ottenendo in questo ambito - continua l’assessore - sono incoraggianti: tanti negozi hanno aderito alla raccolta di cibo che se non ritirato verrebbe avviato alla discarica e altri ancora sono pronti a far parte di questa specie di colletta alimentare».
Sul fronte degli aiuti per i poveri, ad esclusione quindi dei bandi in collaborazione con la Fondazione, nell’anno appena passato il Comune ha speso 360mila euro, con un lieve sforamento rispetto ai 350mila preventivati.
«La cifra è relativa a tutto il 2015 ed è più bassa, in proporzione, rispetto a quanto speso da altri Comuni dell’Unione - spiega l’assessore -. Per quanto riguarda il numero degli assistiti i dati sono disponibili fino a ottobre: nel primi 10 mesi del 2015 abbiamo aiutato 2817 persone».
I CONTRIBUTI Il Comune, per evitare abusi, valuta l’erogazione di contributi economici caso per caso. «Ogni famiglia - spiega De Pietri - viene seguita in un percorso che può durare anche anni. L’obbiettivo è far capire a chi chiede aiuto quali strumenti può utilizzare per risollevarsi. In certi casi spieghiamo anche ai cittadini in difficoltà che non sono di certo soldi spesi bene quelli giocati, “scommessi” o usati per comprare telefonini alla moda».
Poi c’è il capitolo casa. Sono circa 400 i carpigiani in graduatoria per ottenere una casa pubblica, su un totale di 629 alloggi “Erp” (Edilizia residenziale pubblica). E tra coloro che hanno la fortuna di occuparne uno, non sempre hanno rapporti idilliaci con l’ufficio Casa del Comune. Nonostante il canone nei casi più disperati sia bassissimo (36 euro al mese), c’è anche chi è moroso da tempo. «Abbiamo deciso - spiega l’assessore - che per certi casi procederemo alla sfratto. Si tratta di una quindicina di persone che non si stanno comportando correttamente. Vogliamo far capire loro, con una certa severità, che non possono abusare dei Servizi Sociali».
Per il 2016 l’assessorato sta anche valutando, sulla base dei nuovi criteri di determinazione dell’Isee, di rendere più eque le tariffe. In particolare si parla di residenze per anziani, assistenza diurna e domiciliare. Cosa significa? Che probabilmente qualcuno pagherà un po’ meno, mentre altri un po’ di più. Per il momento però di cifre precise non se ne possono fare visto che tutto è in sospeso in attesa che il Tar chiarisca la legittimità del nuovo modello di Isee dopo che qualcuno a livello nazionale ne ha contestato la validità.
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