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Bimbo morto, i sospetti del Pm: la madre indagata con i medici

Bimbo morto, i sospetti del Pm: la madre indagata con i medici

Castelfranco. A sorpresa anche uno dei genitori di Emanuel tra i destinatari degli avvisi di garanzia Confermata l’ipotesi di omicidio colposo. Giovedì la Procura affiderà l’incarico dell’autopsia sul corpo

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CASTELFRANCO. Prosegue, non senza sviluppi sorprendenti, l’indagine della Procura di Modena sulla morte di Emanuel Acheampong, avvenuta il 2 dicembre scorso in seguito ad una crisi respiratoria. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Claudia Natalini che, nelle prossime ore, emanerà diversi avvisi di garanzia con l’ipotesi di omicidio colposo.

Tra i destinatari vi è la madre del bambino, dato che non si esclude nessuna pista, nemmeno che ci sia stato da parte sua un disgraziato errore o una sottovalutazione della gravità delle condizioni. Lo stesso provvedimento colpirà anche i sanitari, medici ed infermieri, che hanno curato Emanuel negli ultimi giorni di vita. Si tratta di un atto dovuto in previsione dell’esame autoptico, il cui incarico sarà affidato giovedì. Gli indagati, così, potranno nominare un proprio consulente legale che possa assistere all’autopsia.

Le azioni della Procura sono volte a far luce su un avvenimento che nasconde alcuni risvolti oscuri, almeno stando ai sospetti della famiglia Acheampong. Sospetti che avevano spinto i genitori, subito dopo il ritorno del padre dal Ghana, a rivolgersi ad un avvocato con l’intenzione di capire se ci fossero state responsabilità o meno nel decesso del bambino. Il legale aveva presentato un esposto alla Procura e da lì erano partite le indagini, con la sospensione e il rinvio a data da destinarsi dei funerali.

Quindi servirà ancora tempo per capire se il tragico decesso di Emanuel sia stato causato da un errore umano oppure se si sia trattato di morte naturale, epilogo prematuro della vita di un bambino che aveva alle spalle un quadro clinico complicato. Soffriva di asma e, proprio il giorno precedente la crisi respiratoria, era stato accompagnato dalla madre ad una visita pediatrica, effettuata dal sostituto e durante la quale era stata prescritta una cura a base di aerosol. L’indomani il peggioramento delle condizioni. Emanuel, all’interno dell’appartamento di Gaggio dove viveva con la madre, si è sentito male: prima vomito, bruciore alla gola e la crisi respiratoria, poi l’arresto cardiaco. Le prime cure erano state portate dai sanitari del 118, che erano riusciti a stabilizzarlo e a trasportarlo d’urgenza al Policlinico. All’ospedale, però, Emanuel è entrato in coma, uno stato in cui è rimasto per 5 giorni, fino al decesso avvenuto alle 14 del 2 dicembre e comunicato ai familiari, secondo la madre, con diverse ore di ritardo (tesi smentita dal Policlinico).

Solo dopo l’autopsia le cause della morte saranno finalmente chiarite. (gib)

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