Diamo valore al tempo
di STELLA TAGLIAZUCCHI * 30 dicembre 2015. Se doveste pensare all’anno che termina domani com'è che lo definireste? Parlo sempre e solo di me, perché non c'è una fase interlocutoria (purtroppo/per...
di STELLA TAGLIAZUCCHI *
30 dicembre 2015. Se doveste pensare all’anno che termina domani com'è che lo definireste? Parlo sempre e solo di me, perché non c'è una fase interlocutoria (purtroppo/per fortuna) quando si scrive. Non parlo con nessuno mentre scrivo, non scambio idee e non raccolgo opinioni. Scrivo di notte spesso, e di giorno penso a quello che devo scrivere. Chissà se anche Bobo Vieri nel suo “chiamatemi Bomber” ha pensato di giorno e scritto di notte. (Perdonerete questa stilettata acida da fan di bei libri.) Quindi butto lì queste domande, sperando o provando ad immaginare qualche risposta. Fare i conti a fine anno è un po' da commercialisti, però guardarsi indietro serve per capire fino a che punto si può sperare in avanti. Quando ho iniziato questa rubrica ho cominciato citando Guccini, e voglio rifarlo oggi perché i finali un po’ teatrali mi lasciano felice. C'è una canzone, “Lettera”, che dice “come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa”, e per quanto la strofa sia abbastanza prosaica alla fine di un periodo come lo scorrere di un anno credo sia quanto più azzeccata possibile. La voglia di fare, di essere consapevoli che il tempo non ce lo rende indietro nessuno e purtroppo, essendo un bene finito, non è mai sufficiente. Prendere decisioni è spesso difficile anche per “teste calde” come me, ma una cosa che voglio fare, un mio “to do”, è migliorare l'utilizzo del tempo. Ho detto niente eh? Me ne sono accorta una sera, in cui non ho mai smesso di sorridere nè di parlare. In cui mi è piaciuto ascoltare tutto, guardare tutto. Facevo domande e aspettavo risposte. Il tempo lo stavo utilizzando bene. E siccome sono una persona abbastanza fortunata, ma non di sicuro l'unica, quale è l'ultima cosa che vi ha fatto essere soddisfatti del tempo? Chi è stata la persona, o la cosa che vi ha arricchito di minuti? Forse poter significare qualcosa o darci un significato è la soluzione che ci permetterà di non accorgerci degli anni che passano, senza 31 dicembre riassunti in un “speriamo che il prossimo anno sia migliore”, ma impegnati a sperare che si ripetano i tempi passati. Io dopo tanti anni continuo a ascoltare le canzoni che mio papà mi faceva sentire da piccola, perché ora le amo e mi hanno regalato momenti indimenticabili. Non é forse per questo che ci affezioniamo a musiche e a testi che hanno, anche dopo anni, un forte significato per le nostre emozioni? Così dovremmo fare con persone e sentimenti. Un nesso con la nostra serenità. Mi/Vi auguro che ci siano altre serate in cui ascoltare, altre cose che possano rapirci, grandi spazi da riempire con le cose che amiamo, o anche semplicemente qualcuno che funzioni da chiavistello per la nostra felicità. Buon anno gente.
* MakeUp Artist
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