Ex-Poste, cercasi progetto per un centro culturale
Aperto il bando comunale per lo spazio di via dell’Abate accanto alla Stazione Nei 1.830 metri quadri affittati a 126 mila euro annui anche aree commerciali
Si prospetta finalmente una nuova vita per le Ex Poste di via Nicolò dell'Abate. Dopo l'apertura straordinaria dei mesi di Expo, caratterizzata da alcuni problemi, arriverà nei prossimi mesi una gestione privata dello spazio comunale valida per dieci anni. Il Comune affitta ai privati con un canone annuo che partirà da 126mila euro, ma calerà fino al 50% della cifra se entreranno in gioco associazioni del terzo settore. C'è in ogni caso tempo fino alle 13 di lunedì 21 marzo per presentare domanda per la concessione dei locali comunali di via Nicolò dell’Abate 66: il Comune di Modena, dopo la prima assegnazione temporanea degli spazi al piano terra e il completamento dei lavori di ristrutturazione nella parte restante dell'edificio ha reso noto il bando per l’assegnazione dei locali dell’intera porzione di immobile (terra e primo piano, superficie complessiva di 1.830 metri quadrati). L'obiettivo del Comune è la riqualificazione del comparto con l'insediamento di funzioni e attività di vario genere, culturali e commerciali in primis, capaci di richiamare pubblico. L'affidamento degli spazi, che avverrà tramite selezione pubblica secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, avverrà sulla base di una proposta progettuale valutata da una apposita commissione comunale con particolare attenzione all'efficacia e qualità della proposta relativa alla gestione culturale e imprenditoriale. Un apposito spazio delle ex Poste dovrà essere riservato alla collocazione di schermi informativi da parte dell'amministrazione per la diffusione di contenuti di comunicazione pubblica. Le proposte progettuali dovranno quindi riguardare un mix di attività, con particolare riferimento a quelle di natura commerciale, come ad esempio servizi di ristorazione, sala conferenza, showroom per la presentazione di prodotti commerciali, oltre ad attività ricreative-culturali e sociali rivolte al pubblico, come mostre d’arte, proiezioni video, conferenze/dibattiti, workshop, oltre ad attività di intrattenimento quali spettacoli musicali, teatrali, laboratori di espressività e creatività, performance. L'organizzazione delle attività potrà avvenire tramite definizione di nuovi format anche legati a esperienze italiane ed europee, come il co-working con l’utilizzo di spazi attrezzati a uffici e adibiti alla locazione per periodi più o meno brevi, la possibilità di condivisione di know how, la circolazione di idee e persone tra imprenditori e liberi professionisti o soggetti del Terzo settore, l’utilizzo di spazi in comune o networking. L'affidamento della gestione dell’immobile sarà assegnata a un unico soggetto, capace di rappresentare eventualmente una pluralità di soggetti coinvolti nella gestione dei locali, che si farà carico di tutti i costi di gestione e riconoscerà al Comune un canone di affitto su base annuale offerto in sede di gara a partire dalla base d’asta di 126 mila euro. Tale canone verrà ridotto in proporzione alla pubblica utilità delle funzioni previste, sulla base della natura delle attività proposte, fino a un massimo del 50 per cento per i soggetti commerciali e del 90 per cento per soggetti appartenenti al volontariato e all’associazionismo. Nel giro di alcuni mesi dovrebbe dunque delinearsi un futuro più chiaro relativamente all'edificio chiuso da molti anni che è "risorto" solo nei mesi dell'Esposizione universale di Milano. I problemi, relativamente a questo evento, sono stati molti perché quello spazio per l'amministrazione comunale doveva essere il centro informativo per i turisti che, giungendo in treno alla vicinissima stazione, sarebbero accorsi per vedere cosa la città offrisse in termini di Expo locale. In realtà niente di tutto ciò: lo spazio nei mesi da settembre a novembre è stato abbellito da un piccolo bar, uno spazio per piccole mostre con aggregato un tavolo che offriva qualche informazione sui prodotti locali. Doveva essere trasferita qui pure la biglietteria di Seta che c'è davanti alla stazione, ma complice anche la mancata segnalazione da parte delle Fs, non si è verificato nulla di tutto ciò. (s.l.)
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