Gazzetta di Modena

Modena

Il commiato del parroco di Massa Finalese in una registrazione: «Solo calunnie contro di me»

Alberto Setti
Il commiato del parroco di Massa Finalese in una registrazione: «Solo calunnie contro di me»

Don Jean-Jacques Meyoung, sacerdote del Camerun, ha affidato ad una registrazione i ringraziamenti ai parrocchiani di Massa Finalese ma ha ricordato le maldicenze «di quelli con cui dividevo il pane». Ora c’è don Charles Beaulieu

2 MINUTI DI LETTURA





FINALE. «Mi hanno accusato di tante cose, nulla ho fatto di tutte quelle cose, ma chiedo perdono per le incomprensioni. E ringrazio quanti mi hanno aiutato».

Don Jean-Jacques Meyoung, il sacerdote camerunense che per sette anni ha retto la parrocchia di Massa Finalese, ha affidato ad un lungo e partecipato commiato registrato il suo messaggio alla comunità che ha lasciato nei giorni scorsi. Parlando di una esperienza formativa inattesa.

«Mi era stato chiesto dal mio vescovo in Camerun di sostituire per pochi mesi un sacerdote in un momento di difficoltà, sono passati sette anni», ha detto all’esordio del suo messaggio, ringraziando per una esperienza che ha giudicato positiva

Al suo posto è arrivato padre Charles Beaulieu, collaboratore a Nonantola dal 2013, 57 anni, sacerdote dal 1987, della Congregazione di San Giovanni, che ha operato per gli anni agli Obici.

Un passaggio di consegne avvenuto in sordina, rispetto ai clamori di altre parrocchie vicine. Circostanza che ha nuovamente alimentato la controversia che si è scatenata nella parrocchia, ormai da tempo. Le calunnie cui il sacerdote - divenuto famoso nel 2012 per una frase diversamente interpretata sull’arrivo di un nuovo terremoto - fa riferimento, sono esposti e lagnanze alla Curia, sul rapporto aperto che il sacerdote intratteneva con i parrocchiani e che lui, chiedendo scusa, ha definito “impertinente”.

Accuse le più diverse, dalla banale gestione patrimoniale e relazionale della parrocchia - come i regali, le spese, le prediche lunghe e la minore apertura degli spazi della canonica - ad altre veramente pesanti... Di certo, quando nelle scorse settimane il vicario monsignor Morandi si è presentato in parrocchia per annunciare il cambio della guardia, c’è chi ha espresso una qualche forma di protesta, prendendo le difese di don Jean Jaques.

Nella sua lunga comunicazione ai parrocchiani il sacerdote racconta che si prenderà un momento di riposo e riflessione, anche per pubblicare il suo libro sul dottorato in filosofia per cui era venuto in Italia. Il parroco ha ricordato come nei giorni precedenti, quando si è saputo della sua partenza, c’è sato un pellegrinaggio di persone che sono andate in parrocchia a ringraziare.

«Il mio ministero ha conosciuto anche grandi difficoltà, calunnie, accuse di ogni tipo, paradossalmente persone che dovevano ringraziare, ma questo fa parte del mistero di Dio: quelli che hanno condiviso il boccone con me, poi mi hanno accusato...». ha detto tra l’altro il sacerdote. Se quelle calunnie avevano un minimo di fondamento, lo si vedrà. Di certo Jean Jaques ha davanti nuove impegnative esperienze, e oggi la parrocchia di Massa ha bisogno di ritrovarsi, e i momenti conviviali del prossimo 31 gennaio, festa del patrono, saranno il banco di prova.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google