L’antica Romea sulle orme di Sant’Anselmo
La strada collegava Nonantola a Fanano Da Ospitale si sale per un panorama mozzafiato
In montagna quest’anno l’inverno e la neve si fanno finora decisamente desiderare, ma proprio per questo si possono ancora fare belle e piacevoli escursioni in versione quasi estiva, lontani dalle nebbie e dallo smog della pianura. Proponiamo oggi un itinerario che ripercorre un tratto della antica strada Romea Nonantolana e che permette di raggiungere la vetta del monte Spigolino nella storica Val di Lamola.
La storia di questa antica via è legata a Sant’Anselmo che intorno alla metà del VIII sec. fondò a Fanano e Nonantola due importanti monasteri benedettini. La strada che li collegava assunse un'importanza strategica di grande rilievo poiché permetteva, attraverso il Passo della Calanca, di raggiungere i ducati longobardi del Centro Italia e Roma. A partire dall'alto medioevo e per molti secoli la strada fu quindi percorsa da mercanti, viandanti e pellegrini, ma anche da milizie e corti reali. Dalla piazzetta di Ospitale, proprio di fronte alla Chiesa, un cartello Cai indicante: “411 - M. Spigolino - 3 ore” ci indica il sentiero e il tempo che impiegheremo a coprire i quasi mille metri di dislivello che ci separano dalla vetta di 1827 m slm che domina l’intera vallata. Lasciato il paese si incontrano una serie di piccole borgate molto caratteristiche (Cà Pieri, Cà Pallai, Cà Cecchino); proprio quest’ultima, perfettamente restaurata nel rispetto della tipologia edilizia originaria, è forse la più suggestiva, nel mezzo del bosco e con i tipici camini rotondi che sono un elemento architettonico caratteristico della sola valle dell'Ospitale. Il sentiero presenta diversi tratti di selciato con muretti a secco ai lati e numerose maestà (piccole edicole votive in pietra locale) che testimoniano la grande importanza e frequentazione di questa via nel passato. Qua e là si scorgono grandi macigni isolati in mezzo alla vegetazione che indicano la presenza di antichi ghiacciai nell'era quaternaria. In questo tratto il sentiero corre a fianco del Rio Ospitale, fino ad attraversarlo grazie a un ponticello; qui merita una piccola deviazione la visita di Pian Castagnolo, ultima borgata posta a 1250 metri slm in mezzo a una magnifica radura. Poco più avanti è possibile, per chi volesse accorciare l'itinerario, raggiungere in circa 3 km pressoché pianeggianti il rifugio Capanno Tassoni. Proseguendo invece sul sentiero 411, si comincia a salire in maniera più decisa fino ad arrivare ai 1628 m del Cinghio Sermidiano da cui si gode un fantastico panorama sulle vette circostanti: Corno alle Scale, Spigolino, Cima Tauffi, Cimone. Da qui si abbandona la Romea Nonantolana (che si dirige verso il Lago Scaffaiolo) e inizia il tratto più faticoso ma anche più entusiasmante del percorso: si percorre tutta la ripida cresta nord-est del monte Spigolino fino ad arrivare alla croce di vetta con panorama a 360 gradi che nelle giornate limpide va dal Mar Tirreno fino alle Alpi. Ora si scende lungo il crinale tosco-emiliano dove si incontrano spesso antichi cippi di confine (XVIII sec.) in pietra arenaria e di forma cilindrica con incise le iniziali dei due ducati confinanti, quello di Modena e quello di Toscana. In breve si raggiunge infine il Passo di Croce Arcana che ha rappresentato per molti secoli (fino alla costruzione della via Giardini) il passaggio più comodo e frequentato fra Modena e Pistoia. Da qui in circa un paio d'ore si scende prima al rifugio Capanno Tassoni e poi nuovamente a Ospitale.
Andrea Baschieri
Lorenzo Guerrieri
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