Gazzetta di Modena

Modena

Minozzi: «Le azioni non hanno prezzo e voglio acquistarle»

di Stefano Turcato
Minozzi: «Le azioni non hanno prezzo e voglio acquistarle»

Il titolare del Gruppo Iris è stato anche nel Cda del Cavallino Trombone: «È un’operazione da maestro della finanza»

3 MINUTI DI LETTURA





I commenti e le reazioni in occasione del primo giorno di Borsa della Ferrari diventano di particolare interesse se provengono da modenesi che sono anche esperti del settore finanziario. E non c’è dubbio che un imprenditore del calibro di Romano Minozzi alle grandi capacità di industriale del settore ceramico sappia abbinare conoscenze profonde nell’ambito finanziario. Sono note le plusvalenze che Minozzi, titolare del Gruppo Iris, è stato in grado di realizzare negli anni passati. Una su tutte quella che risale al 2013, quando sulle sue quote della società Terna Minozzi ha realizzato una plusvalenza di 110 milioni di euro, cui si sono aggiunti 50 milioni realizzati con il flusso cedole. Romano Minozzi non nasconde il proprio entusiasmo sul debutto di Ferrari alla Borsa milanese. «Guardi - dice l’imprenditore - un marchio come Ferrari vale tutti quei soldi di cui si parla e molto più. Lasciamo perdere il fatto che io sia un grande tifoso delle Rosse fin da bambino, ma sono sincero: ringrazio per avermi ricordato questo debutto perché me lo stavo scordando e darò subito disposizioni per acquistare delle azioni. Sono di sicuro denari spesi bene».

Minozzi ricorda poi un particolare rilevante in materia: «Forse non tutti ricordano - aggiunge - che io agli inizi degli anni Duemila sono stato nel consiglio di amministrazione della Ferrari. Allora Mediobanca controllava il 19 per cento della società e già allora si parlava del possibile ingresso in Borsa dell’azienda. In quest’ottica Mediobanca, con il consenso di Montezemolo, mi sollecitò a entrare nel Cda, dove se non sbaglio sono rimasto per sei anni. Ma, a parte tutto questo, ribadisco che un marchio come Ferrari non si può discutere. Le azioni vanno acquistate, non hanno prezzo».

Da un esperto all’altro, da Minozzi a Domenico Livio Trombone, professionista modenese e amministratore di società che gestiscono partecipazioni finanziarie fra cui Carimonte Holding, della quale ricopre l’incarico di Ad: «Di Ferrari e del suo ingresso a Piazza Affari non si può che parlare in termini di positività - afferma Trombone - È un’operazione eccellente, da maestro della finanza, con cui viene estratto valore da una realtà che resta comunque un asset di quel Gruppo. Ora si tratterà di valutare quali riflessi potrà avere questa operazione per il nostro territorio. In effetti viene un po’ di malinconia se si pensa che non è più la Ferrari di casa nostra, almeno nei termini in cui la conoscevamo fino a qualche tempo fa. Da una parte la malinconia ma dall’altra va valutato il respiro sempre più internazionale che assume l’azienda e in questo senso bene ha fatto Marchionne a quotare Ferrari prima alla Borsa di New York e ora a Piazza Affari. Una scelta importante e si dovrà valutare che destinazione avranno gli introiti di queste operazioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google