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Modena, immigrato condannato perchè guidava ubriaco: non sarà italiano

di Carlo Gregori
Modena, immigrato condannato perchè guidava ubriaco: non sarà italiano

Il Tar respinge il ricorso di un immigrato di Modena in Italia da più di dieci anni contro la bocciatura della Prefettura della sua richiesta di cittadinanza: giusto non concederla, spiegano i giudici, è stato condannato per guida in stato di ebbrezza, significa che non condivideva la regole di convivenza sociale

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MODENA. La guida in stato di ebbrezza, se porta a un decreto penale (quindi a una condanna “minore”) può essere motivo sufficiente per non concedere la cittadinanza italiana a un immigrato che abita in Italia da più di dieci anni. A maggior ragione se questi aveva dichiarato di non aver mai avuto condanne. È il succo della sentenza del Tar che respinge il ricorso di A.R., marocchino che abita a Modena.

Questi aveva maturato il tempo necessario per legge per diventare italiano. Nel gennaio 2009 aveva presentato domanda senza segnalare nulla alla voce “condanne”. Ma la Prefettura, controllando, aveva scoperto che era stato condannato nel 2008 perché scoperto a guidare mentre era ubriaco; inoltre aveva anche una pendenza per estorsione.

Per questi motivi, nel febbraio 2013 la Prefettura aveva respinto la sua domanda. Il nordafricano non ha però gettato la spugna e ha presentato ricorso al Tar sottolineando che la guida in stato di ebbrezza era terminata con un semplice decreto penale di condanna per un fatto di lieve entità e che per l’estorsione era stato assolto nel 2012 dal Gip di Modena.

Ma il Tar non la pensa così. I giudici, analizzando la questione, sottolineano che la concessione della cittadinanza a uno straniero è conseguente a una scelta discrezionale dell’amministrazione statale, ma deve pur sempre basarsi su alcuni criteri. E tra questi c’è anche «l’avvenuta integrazione dello straniero nella comunità nazionale» Uno dei motivi è proprio il rispetto delle regole.

E questo non è avvenuto per il marocchino perché, spiegano i giudici, «il reato di guida in stato di ebbrezza, oltre a provocare un forte allarme sociale, è pur se non grave connotato da un particolare disvalore rispetto ai principi fondamentali della convivenza nello Stato». In secondo luogo, i giudici ritengono che la condanna è avvenuta a ridosso della richiesta di cittadinanza.

E infine nella domanda non era stata segnalata. Tutti motivi per respingere la richiesta di diventare italiano per una persona che il Tar ritiene «non essere rispettosa delle regole dell’ordinamento che danno fondamento all’opportunità della concessione della cittadinanza italiana».

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