Gazzetta di Modena

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Tornano al lavoro ma la ditta non c’è più

di Serena Arbizzi
Tornano al lavoro ma la ditta non c’è più

Ieri a Modena la sorpresa per gli addetti della coop La Carpigiana: «Stabilimento svuotato e forze di polizia all’ingresso»

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Sono rientrati al lavoro dopo le festività natalizie ma hanno trovato l’azienda svuotata del materiale di lavorazione, i cancelli chiusi e un imponente schieramento di forze dell’ordine a presidiare l’ingresso del capannone.

È stato un durissimo risveglio quello di ieri per i 38 lavoratori della cooperativa La Carpigiana, il cui stabilimento produttivo si trova a Modena in via Tornitori.

La cooperativa, contoterzista per la ditta Cbm, si occupa di assemblaggio di trattori, e realizza anche alcune commesse per un’azienda dell’importanza di New Holland. Per una decina dei 38 lavoratori il rientro era previsto per la mattinata di ieri. Ma gli addetti si sono ritrovati questa amarissima sorpresa: il datore di lavoro prima delle festività natalizie aveva comunicato agli addetti che, almeno fino al 31 gennaio, ci sarebbero stati compiti da sbrigare. Invece ieri questi lavoratori si sono ritrovati con l’azienda che era stata completamente svuotata del materiale di lavorazione, restituito alla ditta Cbm. In più i cancelli chiusi e un ingente schieramento di carabinieri e Digos a presidiare il capannone. I rapporti fra la proprietà e i lavoratori sono tesi da tempo: inizialmente sono state sollevate proteste per la mancanza di rispetto delle regole contrattuali previste dal settore dei trasporti. Successivamente la ditta è passata al settore metalmeccanico. Una ventina di lavoratori, poi, ha fatto causa all’impresa per intermediazione di manodopera: prima del trasferimento nel capannone di via dei Tornitori, questi addetti lavoravano infatti all’interno della Cbm ed eseguivano commissioni con i lavoratori della stessa azienda.

«Quest’atto unilaterale assunto dai vertici della cooperativa di accelerare gli esiti della liquidazione coatta, mentre si era avviato un tavolo di trattativa, rende il gesto ancor più grave ed inaccettabile - attacca Paolo Brini di Cgil Fiom - Da ieri mattina 38 lavoratori si trovano in mezzo a una strada: ieri al rientro dopo le festività ce n’erano una decina, perché il ritorno in ditta, per gli altri, è previsto nei prossimi giorni. La Fiom-Cgil nel proclamare lo stato di agitazione delle maestranze chiede la riapertura immediata dell'azienda, l'intervento immediato delle istituzioni, in particolare della Provincia, per ricercare una soluzione condivisa per tutti».

Sul caso interviene anche Sel Sinistra italiana, circolo Pietro Ingrao di Carpi, città dove La Carpigiana ha la propria sede legale. Sel condanna parlando di «sottobosco delle sedicenti cooperative di facchinaggio che operano in appalti di ogni tipo» e definisce «grave ed inaccettabile aver rotto di fatto il tavolo di trattativa sindacale e il ricorso alle forze dell'ordine nel presidiare lo stabilimento».

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