A Modena chiedono prof di matematica ne arriva uno di musica
I sindacati delle scuole di tutti i gradi a Modena denunciano il caos della riforma Dal ministero mandano insegnanti non richiesti, altri vanno in istituti non previsti
MODENA. Anzichè il professore di matematica richiesto dal collegio docenti, ne è arrivato uno di musica. E al posto dell'insegnante di italiano che serviva per un progetto rivolto agli alunni stranieri, il Ministero ne ha mandato uno di diritto.
Sta succedendo in queste settimane anche nelle scuole modenesi che avevano presentato al ministero dell'istruzione le richieste relative al cosiddetto “organico potenziato”.
Si tratta della cosiddetta “Fase C” della legge 107 del 2015 per la copertura dei posti destinati al potenziamento dell'offerta formativa in cui le scuole- chiariscono i sindacati di categoria Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda- «dopo un'attenta autovalutazione, hanno richiesto docenti con le competenze necessarie a potenziare la propria offerta formativa».
Ad esempio: recupero di matematica o abilità di base, italiano per gli stranieri o altri progetti ritenuti prioritari dal collegio docenti. Poiché, però, le graduatorie più affollate sono quelle di certe discipline (perlopiù diritto, musica, arte), per svuotarle hanno mandato docenti di queste materie, anche se le scuole ne avevano richiesti altri. Insomma «è accaduto ciò che noi sindacati avevamo previsto un anno fa, perché conosciamo la situazione delle graduatorie».
L'organico potenziato quindi, non solo non trova riscontro nel reale fabbisogno delle scuole, ma saltano così anche i progetti elaborati dagli istituti, che si trovano nell'impossibilità di rispettare il patto formativo sottoscritto con le famiglie. «E pensare - continuano i sindacati - che, a detta del ministro Giannini, questa fase avrebbe dovuto essere il cuore della riforma. Invece sta creando confusione e aggiunge nuovi problemi invece di risolvere quelli già presenti».
Tutto questo senza contare che docenti di scuola superiore abilitati in discipline per quel grado scolastico sono stati mandati a insegnare, con modalità e contenuti indefiniti, nella scuola del primo ciclo senza disporre delle competenze didattiche assicurate fino a oggi dal possesso del relativo titolo di studio d'accesso.
«A Modena, oltretutto, sono stati coperti solo alcuni posti perché - aggiungono i sindacati - molti docenti hanno preferito rimanere sull'incarico annuale conferito a settembre».
Numeri alla mano infatti solo il 3,50% alle medie ha accettato il posto sull'organico potenziato (Fase C). Un pò meglio alle superiori (21%) e alle primarie (60%). La scuola dell'infanzia resta invece priva di ulteriori risorse di organico, essendo stata in partenza esclusa dal piano straordinario di assunzioni. A giudizio dei sindacati la riforma crea quindi più che una “buona scuola”, una scuola “alla buona”.
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