Federico, da San Felice alle montagne Usa arrivando alle Dolomiti
Il sanfeliciano che ha attraversato gli Stati Uniti a piedi nominato direttore del consorzio Adamello Ski al passo del Tonale
SAN FELICE. Un sanfeliciano alla conquista del mondo, tra Sierra Nevada e Dolomiti. Questa la storia, degna dei romanzi d’avventura che leggeva fin da bambino, di Federico Frigieri.
Una passione quella per la natura, che dalla penna avvincente di scrittori quali Melville e Stevenson, abbraccia la vita di questo manager 40enne, sanfeliciano doc, ma con l’indole da cittadino del mondo.
Ed è proprio all’insegna di un nuovo traguardo professionale raggiunto, che con la natura ha molto a che vedere, che si è aperto il 2016 per Frigieri. Dopo significative esperienze nell’ambito marketing, per Averna e Coca Cola Company, è arrivato infatti per lui il momento di salire in vetta alle Dolomiti in qualità di nuovo direttore del Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale.
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Un incarico di prestigio, accolto con grande entusiasmo da Federico: «Ho sempre amato la natura, e credo non esista posto migliore della montagna per fare marketing territoriale. Perché oggi il turista, ha bisogno di vivere la neve a 360 gradi; avere impianti di risalita moderni e sicuri, come piste innevate anche quando in altre località la neve manca, è un grande pregio di questo comprensorio. Ma non basta, perché il valore aggiunto è dato anche da un’ottima ricettività alberghiera ed enogastronomica, così come da percorsi che comprendano il benessere, la storia, l’arte e anche un pizzico d’avventura».
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E per ritrovare molto più di un pizzico d’avventura, nella vita da esploratore di Federico Frigieri, bisogna riportare la macchina del tempo indietro di qualche mese. Ad aprile infatti, ispirato dalla protagonista del libro“Wild”, ha intrapreso un viaggio in solitaria attraverso l’America più selvaggia, percorrendo a piedi ben 1.405 miglia delle 2650 totali del Pacific Crest Trail.
Un’impresa estrema, che l’ha reso protagonista per tre mesi e mezzo, da fine aprile ad agosto, nei sentieri sconfinati del selvaggio West degli Usa.
«Nel mio viaggio attraverso la California, la Sierra Nevada e concluso in Oregon - racconta - ho vissuto momenti indescrivibili. Ricordo con grande stupore, dopo aver camminato per giorni fino a notte fonda, l’emozione del primo tramonto a Warner Springs, nel sud della California, come l’atmosfera dell’aver dormito in tenda nel deserto, sotto pale eoliche gigantesche e un cielo stellato da favola. E poi il panorama mozzafiato dai 4.421 metri del Monte Whitney».
Non solo paesaggi superlativi per Frigieri però. «Quando a luglio mi sono fatto prima male ad una caviglia, e poi ho subito una sparatoria nei boschi della Sierra Nevada, volevo mollare. È stato solo grazie al supporto che mi arrivava dall’Italia da Alice (la fidanzata) che ho tenuto duro ancora per un mese. Ma sono proprio la perseveranza e l’ottimismo, nei momenti di difficoltà, la grande lezione di vita che mi ha lasciato il Pacific Crest Trail».
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