I ladri di videopoker tornano ancora al “Gran bar 2003”
Montese. Terzo furto in 15 mesi: rubati soldi e Gratta & Vinci Titolari esasperati e il sindaco Mazza chiede più carabinieri
MONTESE. Due assalti ai videopoker in due giorni in Appennino, dove ormai si teme di avere a che fare con una banda specializzata in questo tipo di colpi, agile nello spostarsi da un paese all’altro. Dopo l’irruzione nella notte tra domenica e lunedì nel bar “Insonnia” in via Serra di Porto, a Pavullo nel complesso che ospita anche il bocciodromo (l’irruzione è avvenuta dalla porta a vetro comune), la notte scorsa è toccato al “Gran Bar 2003” di Montese, situato in via Panoramica nel cuore del paese, praticamente di fronte al municipio. Sono entrati col più classico dei sistemi: lo scassinamento della serratura e una volta dentro hanno puntato dritto alle tre macchinette slot e alla scambiamonete, svuotandole.
Difficile quantificare il bottino, perché i videopoker sono in gestione a una ditta di Modena che oggi verrà per i rilievi, ma si presume comunque che sia dell’ordine di quello di Pavullo, tra i 4 e i 5mila euro. In questo caso i ladri hanno dedicato “attenzioni” anche al registratore di cassa, prelevando circa 500 euro, per fare poi man bassa dei gratta e vinci, portando via tutto quello che trovavano a portata di mano per un valore di quasi 600 euro.
I gestori, che avevano chiuso il locale all’1.30, si sono accorti dell’irruzione alla riapertura delle 5: visto l’accaduto, Franca Manfredini è subito andata dai carabinieri per la denuncia.
«Gestiamo assieme questa attività dal 2003 - spiega Luca Bernabei - e negli ultimi 15 mesi abbiamo subito tre furti di questo tipo: a settembre 2014, nell’aprile 2015 e ora questo. Pensavamo non ci fosse bisogno di un impianto d’allarme, ma vista la piega che hanno preso le cose diventa inevitabile l’istallazione».
Evidentemente i ladri avevano fatto prima un sopralluogo, e individuato il bersaglio sono andati a colpo sicuro: «Non posso dire di aver visto nessuno di sospetto in questi giorni - precisa Bernabei - col viavai di gente che c'è sotto le feste è difficile accorgersene».
«I gestori hanno tutta la nostra solidarietà - sottolinea il sindaco Luciano Mazza - perché sono bruttissime esperienze. Spero che possano arrivare elementi utili alle indagini dalla telecamera di videosorveglianza che è posizionata in quella zona, ma è chiaro che fatti come questo rilanciano l’esigenza di un maggior presidio del territorio. Ho scritto in questi giorni al Comando provinciale per chiedere più carabinieri per una stazione che oggi ne ha solo due in organico: impossibile gestire con queste forze un paese di 80 chilometri quadrati con 300 di strade, non riescono neanche a fare i turni. Dovrebbero essere cinque, ma ci basta per ora arrivare a quattro, questo è imprescindibile».
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