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I ladri scalano una palazzina di Castelvetro: bottino di 15mila euro

I carabinieri
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I carabinieri

Castelvetro. I banditi si arrampicano e fanno razzia in un’abitazione di Ca’ di Sola Spariscono gioielli e orologi. Le vittime: «Questa zona è diventata un bancomat»

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CASTELVETRO. Un’ora di tempo, dalle 17 alle 18: tanto è bastato ai ladri per razziare un appartamento in via Resistenza, a Ca’ di Sola. Lì ci abita la famiglia Torelli, persone per bene, che in casa custodivano i ricordi di una vita: orologi, orecchini, anelli, collier. Tutto sparito, portato via all’interno di una federa del cuscino, rubato anche quello dalla camera da letto. Ca’ di Sola torna così ad essere il bersaglio preferito dei ladri, una zona un po’ isolata, difficile da presidiare: il luogo adatto per colpire. «Siamo ormai il bancomat dei banditi», dice amareggiato Alberto Torelli.

La famiglia abita in una palazzina: un lato della casa si affaccia sulla strada chiusa, ma il retro dà sulla campagna ed è proprio da lì che i ladri acrobati hanno fatto irruzione. Non potevano essere visti da nessuno anche perché buona parte degli appartamenti erano vuoti visto che i proprietari erano in vacanza. Ecco allora che il gruppo d’azione si è concentrato su quella portafinestra con gli scuri semi aperti e poco importa che si trovi al secondo piano. Aiutandosi reciprocamente e senza potersi arrampicare alla solita grondaia che stavolta non c’è, i banditi arrivano fino al balcone prescelto. Da quel momento tutto è più facile: possono forzare la porta con i doppi vetri e poi avviare l’ispezione delle varie stanze.

«Hanno messo a soqquadro tutto - ammette la vittima - Hanno aperto gli armadi, i cassetti, addirittura la dispensa e le scatole delle scarpe. Con tutta probabilità cercavano dei soldi, che non abbiamo. In compenso ci hanno preso tutto l’oro: nella denuncia ho quantificato il bottino in circa 15mila euro».

La prima a tornare a casa è la moglie di Alberto Torelli: è lei a scoprire l’intrusione e, ancora sotto choc, a contattare i carabinieri. Una pattuglia dell’Arma arriva nel giro di un quarto d’ora, ma i militari possono soltanto prendere coscienza del disastro che si annida tra le camere. Poco dopo arriva anche il marito e per la famiglia Torelli inizia un secondo incubo perché i ladri non solo si portano via ricordi e valori, ma violano la privacy, tolgono il sonno e mettono paura.

Si tratta del secondo colpo nella stessa palazzina: un mese fa i ladri avevano cercato di introdursi nell’appartamento al piano terra con gli inquilini in casa. Erano dovuti fuggire inseguiti da un testimone che poi aveva perso le loro tracce. Stavolta l’azione è stata portata a termine e torna viva la richiesta di tutela e di maggior controllo del territorio da parte dei cittadini, impauriti da un’escalation di furti a cui Ca’ di Sola non vuole abituarsi.

Francesco Dondi

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