È Chaimaa Fatihi il personaggio modenese 2015 più votato sul web
Alla musulmana contro i terroristi il massimo dei consensi Secondi i poliziotti che salvarono un giovane dal suicidio
È una musulmana di 22 anni, modenese adottiva per ragioni di studio, il personaggio dell’anno scelto dai 2678 lettori della Gazzetta che hanno partecipato alle votazioni sul sito del giornale. A Chaimaa Fatihi, diventata famosa per l’invettiva contro i terroristi che hanno compiuto la strage di Parigi, sono andati 772 clic, pari al 29% dei consensi. Alle sue spalle con 523 voti (20%) i due poliziotti Federico Francione ed Elisabetta Bartolani, che hanno salvato un giovane che voleva suicidarsi, e il campionissimo carpigiano del nuoto, Gregorio Paltrinieri, con 521 voti, di fatto ex aequo, e una percentuale del 19%.
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«Sono contenta, certo, armai mi sento modenese per molte cose e non solo perché qui studio Giurisprudenza - commenta al telefono la vincitrice Chaimaa Fatihi - Credo che sia la prima volta che una musulmana vince un sondaggio di questo tipo a Modena. Sicuramente ha contato il sostegno di altri stranieri che condividono la stessa religtione, ma credo che mi abbiamo votato anche molti italiani. Dopo il mio scritto su internet contro mascalzoni che colpiscono in nome dell’Islam ma che in realtà lo bestemmiano, tanti italiani hanno cominciato a capire quanta differenza ci sia tra un manipolo di terroristi e la stragrande maggioranza di persone che hanno la stessa religione anche se vengono da tante parti del mondo. Maghrebini, orientali, africani e italiani: crediamo in una fede che predica la pace e non la guerra al vicino di casa».
Il suo credo su Facebook è diventato in breve tempo il manifesto dei musulmani .
«Maledetti terroristi - ha scritto - sono Chaimaa Fatihi, e sono italiana musulmana ed europea. Vi scrivo perché possiate comprendere che non ci avrete mai, che non farete dell’Islam ciò che non è, non farete dell’Europa un luogo di massacri e non avrà efficacia il vostro progetto di terrore».
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La notorietà è stata immediata: giornali, telecamere, telegiornali ed è stata ospitata in programmi di massimo ascolto come Ballarò su Rai3 con Massimo Giannini e “8 e mezzo” su La7 con Lilli Gruber.
«Ho ricevuto anche altri inviti per comparire in altre trasmissioni in tv, nei talk show di punta - precisa ancora - ma ho preferito restare a casa perchè non c’era nessun dibattito, nessuna possibilità di critica costruttiva anche da posizioni diverse». Niente corride e niente urla insomma; per Chaimaa Fatihi fare la comparsa anche in programmi di massimo ascolto ma in posizione secondaria, giusto per rappresentare l’icona della musulmana moderata è qualcosa che non fa per lei.
Al tempo stesso non ha cambiato in nulla il suo stile di vita. Stesso velo al capo quando esce di casa, stessi saluti con i compagni d’università anche se adesso, come dice lei stessa, sono più calorosi: «Dopo le mie uscite pubbliche - dice - diverse persone che mi conoscevano di vista mi hanno avvicinato per esprimermi solidarietà, per farmi domande. In una parola hanno cercato di capire di più quello che sta succedendo in una parte di mondo che conoscono solo attraverso i telegiornali. E poi ci sono state tante, tante telefonate da parte di conoscenti e associazioni, anche islamiche certo. Quanto a me le priorità restano quelle di sempre: lo studio innanzitutto per laurearmi e poi l’impegno sociale, non solo con le associazioni islamiche. La mia militanza attiva è con un’associazione no profit che porta aiuti umanitari nei campi profughi degli sfollati dal conflitto siriano. Sono già stata due volte laggiù per l’iniziativa “Child Again”: nella prima occasione siamo riusciti a portare il materiale che avevamo con noi sino a un campo a non molta distanza da Aleppo, dove infuriavano i combattimenti. L’anno scorso invece ci siamo fermati alla frontiera turca, dove erano attendati migliaia di profughi. Nell’associazione ci sono italiane, siriane e comunque non c’è una divisione etnica o confessionale. La priorità è portare un poco di sollievo a mamme e bambini che sono le prime vittime del conflitto, come in ogni guerra».
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Non mancano le difficoltà nella sua capillare azione di presenza. Su internet non mancano i supercritici come gli insulti, ma lei non se ne cura più di tanto («È inevitabile che ci siano, non rispondo e non mi preoccupano») così come i rari gesti di stizza di chi ja osserva per il suo portare il capo velato. «Prima di Natale io e una mia amica, pure lei con la testa coperta - conclude Chiamaa Fatihi - eravamo alla fermata del bus quando un ragazzo, forse di 17,18 anni ci ha detto “Che schifo!” passandoci davanti. Avrei voluto chiedergli perchè ma è arrivato l’autobus e siamo dovute salire».
Saverio Cioce
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