Gazzetta di Modena

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Esposto in Procura contro le due centrali

Finale. Le minoranze chiedono una verifica sulla legittimità dei permessi: «C’è troppo inquinamento»

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FINALE. La riconversione dell’ex zuccherificio di Massa Finalese sbarca in tribunale. Come avevano anticipato, il 4 gennaio tutte le opposizioni politiche di Finale hanno depositato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica di Modena, per segnalare alla Magistratura fatti inerenti l’iter autorizzativo della centrale elettrica a biomasse e presunte incongruenze amministrative, sia a livello comunale che provinciale, per quanto riguarda l’adiacente impianto a biogas.

«L’impianto a biogas - precisa una nota delle opposizioni - è già attivo, mentre la centrale elettrica (o meglio l’inceneritore) è in via di ultimazione e dovrebbe entrare in funzione entro giugno 2016».

L’esposto è stato firmato dai gruppi Lo scariolante, Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Lista Centro Destra Finalese Unito e L’Altra Finale Emilia. A curarne la stesura l’avvocato Zincani di Bologna.

«Le conseguenze negative per tutti i cittadini - prosegue la comunicazione delle minoranze, con riferimento a questi nuovi impianti - sono gravi e preoccupanti, in quanto da un lato potrebbe manifestarsi un’aggravamento dell’inquinamento atmosferico in un territorio su cui insistono molteplici impianti altamente impattanti, voluti per fare cassa da un’amministrazione comunale tanto inadeguata quanto irresponsabile; dall’altro, ulteriore conseguenza dannosa riguarda lo svilimento dell’agricoltura di qualità, sacrificata per coltivare prodotti da bruciare nella zona con i terreni più fertili d’Italia».

«Altro punto fondamentale del nostro esposto concerne la richiesta di procedere, da parte della Procura, ad una puntuale ed accurata verifica sull’utilizzo dei fondi pubblici impiegati per sostenere il progetto in questione. Riteniamo fondamentale tale ultima istanza, soprattutto in considerazione delle cifre elevate di danaro pubblico destinate agli impianti in questione».

L’esposto riguarda tra l’altro il mancato rispetto della normativa in termini di valutazioni di impatto ambientale. È stato sviluppato con la costante collaborazione del comitato spontaneo di cittadini Nib, «che in questi anni si è fatto portavoce della preoccupazione dei finalesi, trovando nell’Amministrazione comunale un muro di gomma».

Dopo aver messo a confronto gli atti pubblici disponibili inerenti questi due impianti con le relative norme di legge, abbiamo deciso di perseguire la via giudiziaria rafforzando le tante denunce fatte in questi anni dentro e fuori il Consiglio Comunale e le centinaia di diffide presentate negli ultimi anni dai cittadini. Vogliamo fermare questo ennesimo progetto sbagliato per il nostro Comune. Finale non merita questo inceneritore», chiudono le minoranze.

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