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«Galleria Civica, serve la svolta è un istituto da valorizzare»

«Galleria Civica, serve la svolta è un istituto da valorizzare»

«Chiediamo all’Amministrazione comunale di riportare Modena all’avanguardia nelle politiche culturali, investendo sull’opportunità offerta dal nuovo progetto per il polo Sant’Agostino per valorizzare...

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«Chiediamo all’Amministrazione comunale di riportare Modena all’avanguardia nelle politiche culturali, investendo sull’opportunità offerta dal nuovo progetto per il polo Sant’Agostino per valorizzare le potenzialità della Galleria Civica e delle altre Istituzioni culturali come forti agenti di innovazione». Si conclude così l’intervento dell’Associazione Amici del Sant’Agostino che, a pochi giorni da un analogo intervento sulle sorti del progetto per il recupero dell’ex-ospedale, tornano ad occuparsi delle politiche culturali della città.

In questo caso il tema è il primo anniversario delle clamorose dimissioni di Marco Pierini da direttore della Galleria Civica. L’importante istituto culturale da un anno è senza guida e ancora non si intravvede al di là di frasi interlocutorie e prive di concreteza del’assessore competnete Cavazza e del sindaco, se ci sarà (e chi sarà) il sostituto. L’Associazione AMici del S. Agostino esprime quindi «preoccupazione per questa perdurante vacanza che rischia oggettivamente di danneggiare un Istituto culturale che ha avuto un ruolo di primo piano, riconosciuto a livello nazionale. - viene spiegato in una nota - La Galleria Civica è nata da un raffinato processo, iniziato negli anni sessanta, che attraverso l’esperienza della Sala di Cultura e di altre iniziative culturali fece di Modena un laboratorio di sperimentazione attiva di quanto di meglio ci fosse allora in Italia. La Galleria divenne erede e portabandiera di questo percorso virtuoso. Rimane valida e vantaggiosa per Modena l’affermazione e la promozione della cultura come bene comune,e come motore dello sviluppo sociale. La cultura artistica era e resta strumento per il progresso e l’innovazione, connessi alla sperimentazione e alla creatività. Forti portatori di interessi economici invece si muovono per un’idea di cultura intesa come generatore di profitti privati a fronte di sovvenzioni pubbliche, per imporre inadeguati modelli gestionali aziendali, per subordinare gli investimenti pubblici in cultura solo alla promozione turistica. I guasti provocati da queste idee privatistiche, spesso promosse in modo dilettantesco, sono sotto gli occhi di tutti». Rilievi che sembrano calzare a pennello a quella che è stata sin qui, se esiste, la politica culturale di Muzzarelli e Cavazza. «La Galleria Civica, - prosegue - che ha nella sua natura una vocazione all’innovazione nel campo dell’arte e della cultura, è il primo campo dove mettere in pratica indirizzi diversi di politica culturale. E’ auspicabile, ad esempio, un modello di governance diverso, non più di dipendenza diretta dall’amministrazione comunale, con spazi di maggiore autonomia già utilizzati da molte altre città, come ad esempio Bologna, pur mantenendo indirizzo strategico e potere di controllo in carico al Comune. Non riteniamo invece né giusta né opportuna la prospettata fusione con la Fondazione Fotografia . Solo in un contesto “civico” e con una direzione ben attrezzata e consapevole delle nuove sfide, la Galleria può potenziare la sua vocazione alla sperimentazione e all’innovazione. La Fondazione Fotografia ha un orientamento ben diverso. Il nuovo Sant’Agostino, con un progetto radicalmente rinnovato, con nuovi spazi , può favorire la sperimentazione migliore, consentire di promuovere l’interazione tra varie forme d’arte e di incidere più efficacemente nello scambio di esperienze tra Istituzioni culturali per aprire nuovi spazi di ricerca e di produzione culturale».

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