«Investiamo due milioni senza aumentare le tasse»
L’ottimismo del sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini per i prossimi mesi «Nel 2016 tanti nuovi appalti e la nostra Imu resta la più bassa della provincia»
CASTELFRANCO. Investimenti a cascata per il Comune di Castelfranco che, a seguito di un 2015 improntato al rinnovamento, ha aperto le porte al nuovo anno con gare d’appalto per un valore di circa 2 milioni di euro. Dopo la recente assegnazione di 525mila euro per l’urbanizzazione di Manzolino e di 150mila per il rinnovo degli impianti tecnologici delle scuole Marconi, sono stati pubblicati bandi per la manutenzione degli asfalti (590mila euro), la riqualificazione dell’area prospiciente della stazione ferroviaria con ampliamento del parcheggio (100mila euro), oltre alla realizzazione degli spogliatoi della palestra di Piumazzo (35mila euro). Degno di nota anche l’investimento che supera il milione di euro per l’ampliamento dell’istituto comprensivo Guinizelli, basato su un bando europeo pubblicato pochi giorni fa, con il previsto trasferimento alle ex Verdi di 10 nuove aule dello Spallanzani.
«Grazie al nuovo assetto organizzativo creato nel primo semestre del 2015 - spiega il sindaco Stefano Reggianini - abbiamo assistito al raddoppio della capacità di investimento».
Quale il peso sulle tasche dei cittadini? «A dispetto di quanto avevamo prospettato solo qualche settimana fa - prosegue il sindaco - la manovra fiscale che vedeva l’aumento di alcune aliquote locali (Imu fabbricati produttivi) non sarà attuata, grazie alla legge di stabilità. Ci tengo, però, a specificare che il nostro Comune ha l’Imu più bassa di tutta la provincia, nella fascia di centri sopra i 15mila abitanti».
Nessun aumento delle imposte né delle tariffe per il 2016, almeno per ora. La manovra inattuata potrà essere tamponata dalla legge di stabilità, che permetterebbe di finanziare la manutenzione ordinaria con oneri di urbanizzazione che originariamente erano adibiti a straordinaria. La spesa corrente sostenuta per il territorio, nell’anno appena iniziato, è pari a 31 milioni di euro, dei quali circa il 60% è di derivazione tributaria, mentre il restante è diviso tra extratributaria (rette degli asili comunali, mense, ecc) e in parte trasferimenti da enti maggiori, come Regione e Stato.
«C’è poi - prosegue Reggianini - la questione annosa del fondo che garantisce i crediti di dubbia esigibilità, ossia quel pozzo nero di risorse economiche dovute che il Comune non vede - e forse non vedrà mai - ma che aumenta costantemente. Quest’anno peserà per 650mila euro che, in aggiunta ad altri fattori, quali la scadenza del benefit del differimento rimborso mutui per l’area sisma e il mancato utilizzo degli oneri di urbanizzazione per le manutenzioni ordinarie, rientra in una spesa complessiva pari a 1,2 milioni che non si traduce né in opere, né tantomeno in servizi. Mi aspetto che il governo ne tenga conto coi trasferimenti e che il 2016 veda un nuovo sistema delle fiscalità locali che ne rispetti l'economia». Tuttavia il morale è alto, perché il riassetto organizzativo sta dando buoni frutti: «Tre macro aree (tecnica, risorse e servizi ai cittadini, ndr) coordinate da dirigenti scelti, che riportano alla segreteria generale le performance dei rispettivi settori. Una nuova struttura si sta rivelando reattiva».
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