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La Maletti si “smarca” dal Muzza

La Maletti si “smarca” dal Muzza

La presidente non ha gradito le ultime scelte e a sinistra c’è molta fibrillazione

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Giovedì 7 gennaio 2016, una data che apre ufficialmente l'anno politico del Pd e della maggioranza di governo a due anni di distanza dalla discesa in campo di Gian Carlo Muzzarelli. Oggi sarà il giorno di Francesca Maletti e sarà il giorno della Sinistra, i due principali avversari politici di Muzzarelli. Ma andiamo con ordine. Il 2016 è iniziato male per giunta e Pd per la figuraccia rimediata con la delibera delle scuole che ha rischiato di aprire la prima crisi di giunta con le dimissioni minacciate dall'assessore Gianpietro Cavazza. Il sindaco ha "salvato" il suo vice sapendo bene, però, che sulla vicenda c'è stata una totale assenza di gestione politica. Che fare quindi per evitare che si ripetano casi del genere? Muzzarelli preferisce andare avanti di testa sua, a volte anche bluffando come un fuoriclasse del poker (dice che c'è l'accordo sui comprensivi mentre i genitori negano, dice che l'ex Amcm sarà finalmente riqualificato quando tutti sanno che sarà impossibile attuare l'intero piano previsto perché economicamente non regge, ma sono solo due esempi) per evitare che qualcuno venga a rompere le uova. Ma pare che la Maletti si sia stancata di stare al banco degli imputati. Così da oggi si smarcherà, con una conferenza stampa, lanciando qualche segnale di governo a Muzzarelli a due anni dalle primarie e partendo proprio da quel Mon Cafè da dove "il Muzza" aveva iniziato. Un caso? Certamente, quello che farà la differenza sono i contenuti. Cosa dirà davvero Francesca Maletti nessuno lo sa. Anche i suoi fedelissimi mantengono il riserbo. Non è un mistero che la gestione delle nomine in Fondazione Crmo, appena conclusa, non le sia piaciuta. Sul piatto potrebbero esserci le dimissioni dalla poltrona di consigliere provinciale. Per Muzzarelli sarebbe il male minore, peserebbe molto di più averla contro tra i banchi del consiglio comunale e non accanto nel tavolo della presidenza.

Questo succederà a destra del sindaco. A sinistra, invece, oggi ci sarà la prima riunione della Sinistra unita. Sono i malpancisti che non c'è la fanno più o non ce l'hanno mai fatta a dirsi renziani. C'è l'ala di Trande, quella della vecchia guardia Cigni-Rusticali, sussulti in diversi comuni della provincia come Castelfranco e Pavullo. Alla base c'è la crisi del Pd, che prova a leccarsi le ferite. Si sono concluse le consultazioni di Lucia Bursi, segretario provinciale discusso, con il gruppo dei 25: sindaci, consiglieri regionali, parlamentari, anche il "polemico" Richetti. Ne nasce un documento che sarà presentato il 16 gennaio e che farà da anticamera alla nuova proposta di segreteria, più snella ma di fatto già "a tempo", perchè dopo le Amministrative il cambiamento sarà certo. Data che potrebbe coincidere anche col rimpasto di giunta muzzarelliana: resisteranno Ludovica Carla Ferrari e Ingrid Caporioni? Il sindaco vorrebbe risolvere tutto già a primavera, ma forse in quel periodo sarà impegnato a battagliare ancora con il governatore Bonaccini per l'area vasta. Il 2016 è in salita. Ripida.

Davide Berti

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