«Trovare La marijuana qui a Modena? Vado nel parco»
Un sedicenne modenese racconta le modalità dei contatti e lo scambio tra dose e denaro
MODENA Un sedicenne modenese si è reso disponibile a raccontarci come avviene lo spaccio visto dalla parte di chi compra. Un’ esperienza diretta: «Generalmente con le droghe leggere funziona così - spiega il minorenne - io chiamo il pusher di riferimento, concordo ora e luogo senza specificare né di cosa ho bisogno, né in che quantità, al massimo si possono utilizzare linguaggi in codice. Ci si incontra con lo spacciatore in un luogo poco affollato, spesso nei parchi. Se non hai fatto alcuna chiamata, riconosci comunque la gente che vende, visto che molte volte gira in bicicletta e si guarda spesso attorno. Ti avvicini e gli dici che vuoi una mano, lui capisce e si procede allo scambio».
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«I costi? Dipende - spiega il sedicenne - la marijuana di medio-buona qualità costa dai quindi ai venti euro al grammo. Da cosa si capisce che si tratta di roba buona? Ci sono diversi 'indizi', il colore deve essere un accesso verde chiaro, l'odore intenso, la si sgretola in mano facilmente e non gratta alla gola quando la si fuma. Per quanto riguarda l'hascisc, il prezzo medio è dieci euro e puoi beccare del buon fumo o scadente, ti deve andare bene insomma».
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Parchi cittadini come luoghi per acquistare, il consueto via vai di galoppini in bicicletta che effettua le consegne. Sono parecchi anni che, con questo modus operandi, pur cambiando i vertici ad ogni retata e arresti massicci da parte delle forze dell'ordine, sopravvive e fa affari la “banda dei viali”. È un raggruppamento di pochi medi-spacciatori che, usando una fitta rete di corrieri in bicicletta, è riuscito a coprire la zona del centro, dai parchi lungo i viali alla zona Gallucci sino a piazza Matteotti, via del Taglio e Pomposa. I galoppini gravitano nel parco dietro allo Storchi ma il raggio di azione si snoda lungo tutta l’area verde, sino al Gallo e lungo le laterali, spesso i componenti delle bande si incontrano al Novi Sad dove è frequente che i capi facciano incontri per acquisti, per effettuare i rifornimenti.
Come ha spiegato il sedicenne, comprare un po’ di “fumo” è semplice una volta individuato il distributore in bicicletta (ma il più delle volte è proprio il maghrebino in bici a farsi sotto, a chiedere se si ha bisogno di qualcosa) si fa l’ordine. Il correre si allontana, fissa un appuntamento a qualche centinaio di metri più avanti o vicino ad una via e poi ecco che si procede all’acquisto. Per eroina e coca è diverso: il contatto viene con “i livelli” medi, con quelli più vicini ai capi se non con loro stessi. Si fa sapere che si ha bisogno al telefono, all’appuntamento il corriere di persona prende l’’ordine e poi c’è la consegna.
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