Oltre 500 vittime del web: tre denunce al giorno
Un anno di lotte nel mondo Internet effettuate dagli esperti della polizia postale Dalle truffe alle ditte ai due casi di cyberbullismo. Otto blitz per pedopornografia
Polizia postale sempre più “social”, ovvero sempre più impegnata a tuffarsi nel mondo virtuale, nei luoghi di incontro in rete dove, dietro la fittizia protezione di uno schermo, di un illusorio anonimato, i pericoli sono sempre presenti e gli agguati di malintenzionati sono all’ordine del giorno. Basti pensare che nell’anno che si è appena concluso, in media due -tre modenesi ogni giorno si sono rivolti agli agenti di polizia specializzati della Postale per cercare di risolvere i guai in cui erano incappati: dalle carte clonate ai furti d’identità, dalle diffamazioni attraverso i social alle classiche truffe. Per non parlare poi delle telefonate di auto. «Sì, ogni giorno abbiamo dei casi nuovi - spiega Marco Ferrari, comandante della polizia postale modenese - e tante sono le telefonate di chi chiede come fare una volta che si è trovato nei guai. Spesso è sufficiente dirottare loro presso i carabinieri o la polizia dove semplicemente devono presentare una denuncia. Quest’anno sono state 523 le denunce formalizzate dal nostro ufficio, una cinquantina meno del 2014, segno che la campagna di prevenzioni e gli incontri che facciamo stanno iniziando a dare parecchi frutti». «Ciononostante – spiega il comandante Ferrari - la gente presta poca attenzione alle insidie del web, non sta in allerta come dovrebbe e , specie in casi di truffe, di raggiri come le vacanze fantasma, gli appartamenti affittati ma inesistenti, ci avvisano quando ormai è troppo tardi».
Un po’ di numeri: sono state 17 le denunce circa il “Virus Criptolocker”, ovvero il computer di casa o peggio quello della ditta che viene improvvisamente oscurato (ma il malawere è stato scaricato per imprudenza) e per ripristinare tutto il sistema viene chiesto un riscatto ai malcapitati. Otto denunce per “man in the middle”, ovvero un soggetto che riesce ad intromettersi nella comunicazione tra due aziende, sostituendosi ad una delle parti per poi effettuare ordinativi di pagamenti ottenendone così coordinate bancarie ed altri dati sensibili. Colpite ditte modenesi. Sedici le denunce per estorsione sessuale: malviventi che dopo un incontro-adescamento a luce rosse on line registrano il video con “il protagonista “ vittima e poi lo ricattano chiedendo soldi per non pubblicare il video in rete. Sempre nel campo sessuale, lotta alla pedopornografia. Sono state otto le perquisizioni domiciliari a casa di modenesi dove è venuto alla luce materiale pedopornografico. «Si tratta di denunce partite da altre procure - spiega Ferrari- che indicavano indirizzi di pc di persone modenesi. Abbiamo fatto il blitz , trovato del materiale, non tanto a dire la verità, e inoltrato il tutto alle procure di competenza. Non ci sono arresti. Si tratta comunque di insospettabili: di 18-20enni oppure di padri di famiglia, della fascia d’età dai 40 ai 60 anni. Sono tutti “controllati”: non si finisce su quei siti per caso, ci vuole dimestichezza e quindi volontà di fruirne».
Sono inoltre 53 le denunce per reati vari ma inerenti soprattutto ai social: persone ad esempio che vengono diffamate su Facebook che si rivolgono alla polizia postale per risalire all’autore e provvedere con la denuncia.
E infine il cyber bullismo.
«Due casi, due denunce di ragazzi delle superiori - spiega Ferrari - di classiche derisioni e offese di gruppo, avvenute tramite Whatsapp, in una chat di gruppo, e su Facebook dove il branco derideva e denigrava il ragazzo. Siamo intervenuti e le due persecuzioni sono cessate».
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